Al Caffè Emporio design e cultura
ROMA - A Roma, nel cuore del quartiere Testaccio, si accendono tutti i giorni le luci del Caffé Emporio: elegante cocktail bar che, nei pressi del porto di Ripetta, intrattiene vecchie e nuove frequentazioni con eventi e programmazioni accattivanti, immersi nella frizzante atmosfera di uno dei locali più “in” della città.
Da poco ristrutturato dal giovane architetto Giampietro Preziosa, il Caffé Emporio rappresenta uno dei più prestigiosi punti di ritrovo di una clientela impegnata, dinamica, attenta alle nuove tendenze e sicuramente di gusto nella scelta di un locale dove potersi rilassare, dimenticando i frenetici ritmi della routine quotidiana.
Questa non è una scelta casuale, ma il prodotto dell’attenta ricerca di un promettente professionista come Preziosa, il quale, parlando del suo lavoro ci racconta: “Al Caffé Emporio la scelta di una logica da seguire per la ristrutturazione non è stata semplice perché condizionata dall’ampiezza dello spazio e dai precedenti del locale; questo infatti, prima del mio intervento, era un pub, quindi un posto buio e cupo, pieno di molte perplessità sia per quanto riguardava il tipo di clientela che la tipologia stessa del locale. Il Caffé Emporio aveva bisogno di un’immagine completamente diversa, perciò mi è stato chiesto di dare luminosità e di accentuare alcuni volumi, con le loro relative funzioni, arrivando a spostare i servizi al centro del lungo corridoio, soluzione che in un secondo momento, si concretizzerà in un probabile assetto per la ristorazione”.
L’architetto continua spiegandoci come tutta la ristrutturazione sia stata una continua scoperta, uno studio strato per strato di ogni singolo angolo del Caffé, e come la sua soluzione sia stata un lento e attento risultato di coinvolgimenti emotivi ed intuitivi: “Quello che faccio è entrare in un posto, sentirne “l’odore” – prosegue Preziosa – e documentarmi su cosa sia stato prima. Nel caso specifico del Caffé Emporio, mi colpì la grandezza e la profondità di questi spazi che ho deciso di frazionare nel mio progetto; la scelta di mantenere il rivestimento lapideo di alcune colonne, inoltre, è stato casuale perché dopo averne fatta ripulire una, la restituzione mi è piaciuta tanto da convincermi a tirar fuori tutto quello che c’era nella struttura: non mi piace coprire, preferisco valorizzare ogni aspetto, più o meno rovinato, per amore di quel segno lasciato dal vissuto e ricordando quello che è stato, senza intervenire invasivamente”.
Ma fino a che punto il designer o l’architetto si può spingere senza violare l’ambiente?
“Non mi sono mai sentito bloccato nelle mie scelte progettuali, ma liberato - spiega Preziosa -. Sentivo di voler dare aria a questo spazio per renderlo più vivibile e ho capito che il mio progetto era riuscito nel momento in cui, frequentando io stesso per alcuni giorni il locale, mi sono sentito a mio agio”.
Entrando al Caffé Emporio, anche il più profano conoscitore dei canoni architettonici, rimane colpito dalla purezza della logica progettuale, dalla chiarezza con cui i giochi di luce si susseguono, intrecciandosi e sovrapponendosi, dando vita a uno spazio il cui virtuosismo e la cui finezza possono essere figli unicamente dell’occhio “tridimensionale” di un architetto.
Come sceglie i materiali che impiega? Devono avere delle caratteristiche particolari?
“La scelta è stata parzialmente condizionata dalle vigenti norme antincendio ma in parte è anche frutto di una mia “ossessione” per le cose tutte delle stesso colore: se scelgo un rosso deve essere quello per il tessuto, per il muro e per il ferro. La scelta del colore deve essere coordinata nei materiali ma anche mutevole al supporto e alla superficie dei materiali stessi; a questo proposito, un carattere che porto sempre nei miei locali è il contrasto tra il colore chiaro, il grigio e il rosso. Ogni elemento che ho scelto, dai cubi disegnati intorno alla colonna ai tavoli in ferro grezzo con graffi e saldature a vista, ha la sua particolare funzione nell’insieme del locale”.
Dal lavoro dell’architetto Preziosa trapela una grammatica espressiva tipicamente legata al design che emerge in alcuni particolari della ristrutturazione del Caffé Emporio, come le 70 lampade che pendono sui tavoli dal soffitto e i cubi per le degustazioni enogastronomiche; dalla vena creativa dell’architetto sono nati, inoltre, oggetti e arredi eccentrici ed originali come la forchetta-appendiabiti e la sedia a coda di balena.
Qual è per lei il rapporto tra cibo e design?
“Mio fratello è uno chef e con lui ho portato avanti un progetto in cui ho disegnato tre piatti, di tre materiali differenti ma dalla comune provenienza pugliese, mia terra natìa. Ho utilizzato legno, pietra di Trani e sassi di mare su cui sono state servite tre pietanze della nostra tradizione, riviste e corrette in chiave moderna”.
Francesca Romana Afflitto, la curatrice dei numerosi eventi culturali che avranno sede al Caffè Emporio, racconta come il locale abbia voluto cambiare volto: “E’ vero che il prossimo passo per il locale sarà quello della ristorazione, ma il nuovo Caffé Emporio non nasce solo come un cocktail bar dove la clientela viene solo ed unicamente per mangiare e bere. Qui si trova quel qualcosa in più che fa la differenza: i numerosi clienti del Caffè, infatti, potranno prendere parte alle mostre, alle rassegne e ai tantissimi eventi culturali che arricchiranno la programmazione di quest’anno, rispondendo a tutti i gusti”.
A questo punto, non resta che andare a dare un’occhiata.
(Fotoservizio di Alessandro Leone/ChronicaPress)









