Università: Galileo e il Papa, ovvero della libertà di espressione
ROMA - Mi hanno insegnato che la libertà è il primo valore da difendere: la libertà di pensiero, la libertà di parola. Evidentemente oggi metodi e contenuti dell’insegnamento universitario sono profondamente cambiati. Ci sono 67 “professori” che ritengono che un loro “collega”, il professor Joseph Ratzinger, non abbia diritto di parola in una università italiana, definendo «evento incongruo» la visita del Pontefice alla Sapienza. Ecco i nomi di questi democratici docenti, maestri di scienza, conoscenza e libertà: Marcello Cini, docente emerito dell’ateneo, è primo ad inviare una lettera aperta al rettore esprimendo disappunto per la decisione di invitare il Papa a tenere la lectio magistralis di apertura dell’anno accademico. Lo appoggiano Gabriella Augusti Tocco, Luciano M. Barone, Carlo Bernardini, Maria Grazia Betti, Enrico Bonatti, Maurizio Bonori, Federico Bordi, Bruno Borgia, Vanda Bouche’, Marco Cacciani, Francesco Calogero, Paolo Calvani, Paolo Camiz, Mario Capizzi, Antonio Capone, Sergio Caprara, Marzio Cassandro, Claudio Castellani, Flippo Cesi, Guido Ciapetti, Giovanni Ciccotti, Guido Corbo’, Carlo Cosmelli, Antonio Degasperis. Francesco De Luca, Francesco De Martini, Giovanni Destro-Bisol, Carlo Di Castro, Carlo Doglioni, Massimo Falcioni, Bernardo Favini, Valeria Ferrari, Fernando Ferroni, Andrea Frova, Marco Grilli, Maria Grazia Ianniello, Egidio Longo, Stefano Lupi, Maurizio Lusignoli, Luciano Maiani, Carlo Mariani, Enzo Marinari, Paola Maselli, Enrico Massaro, Paolo Mataloni, Mario Mattioli, Giovanni Organtini, Paola Paggi, Giorgio Parisi, Gianni Penso, Silvano Petrarca, Giancarlo Poiana, Federico Ricci Tersenghi, Giovanni Rosa, Enzo Scandurra, Massimo Testa, Brunello Tirozzi, Rita Vargiu, Miguel A. Virasoro, Angelo Vulpiani, Lucia Zanello.
Il motivo per cui il Papa non deve parlare? Il 15 marzo 1990 il cardinale Ratzinger citò una frase di Feyerabend: “All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto”. I professori così rispondono: “In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l’incongruo evento possa ancora essere annullato”.
Complimenti. Proprio nelle aule de La Sapienza, facoltà di Lettere, ho imparato che le citazioni vanno contestualizzate per capirne l’esatto significato. Il fatto che il Papa citi Feyerabend non vuole dire che ne sposi le convinzioni. Quanta ignoranza. Dove sono i professori de La Sapienza che mi insegnavano il corretto utilizzo delle fonti storiche? Dove sono i professori che mi insegnavano la coscienza critica? Perché non parlano? Non si tratta di difendere la Chiesa, si tratta proprio di difendere il libero pensiero e il valore dell’insegnamento universitario. Dove sono i miei docenti, quelli da cui ho appreso il valore storico e culturale della Chiesa per la civiltà occidentale? Si è sentita solamente, forte e chiara, la voce di Giorgio Israel professore ordinario di Matematiche complementari dell’Università di Roma La Sapienza. Aspettiamo che altri si facciano sentire a salvaguardia dell’onore dell’Ateneo più importante d’Italia.
Ha ragione chi in queste ore parla di una pericolosa intolleranza antidemocratica e di chiusura culturale. Lo afferma una nota della presidenza della Cei (Conferenze episcopale italiana). E’ per questo motivo che diventa necessario partecipare domenica all’Angelus. E’ un gesto necessario per chi è laico, per chi è libero e per chi questa libertà vuole difendere.
Per saperne di più:
Il testo integrale della lectio magistralis che avrebbe dovuto tenere il Papa all’apertura dell’anno accademico dell’Università La Sapienza di Roma http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#0
Giorgio Israel Professore ordinario di Matematiche complementari Università di Roma La Sapienza: “Quando Ratzinger difese Galileo” http://gisrael.blogspot.com/ oppure http://www.stranau.it/news/news_0801/israel_oss.htm
Discorso di Giovanni Paolo II ai partecipanti alla sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sabato, 31 ottobre 1992
http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1992/october/documents/hf_jp-ii_spe_19921031_accademia-scienze_it.html
http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2008/01/15/e-quella-dei-67-professori-che-lo-appoggiano/





il gesto di intolleranza da parte di alcuni studenti e professori della Sapienza è stato ridicolo…….. la gente al giorno d’oggi non ha proprio nulla da fare. sono stati degli ipocriti moralisti.
Ciò che è successo all’Università di Roma “La Sapienza” ha un solo nome: dittatura di pochi imposta a tutti. io ho studiato alla Sapienza e ne vado fiera ed orgogliosa, come sono parimenti orgogliosa di essere figlia di una contadina e di un semplice poliziotto che mi hanno insegnato l’educazione, la tolleranza, ma sopratutto che tutte le persone sono uguali e hanno una dignità. In Sapienza il fatto gravissimo è stato che un gruppo di docenti ha pensato che il loro cervello fosse migliore degli altri vale a dire tutti hanno un cervello ma quello nostro è più cervello degli altri: professori, spesso, “figli” di lobby e baronie di ogni genere e colore. Io figlia di gente semplice ho un cervello inferiore al loro? Questo ha loro insegnato la scienza? Eppoi a me sorge un dubbio: ai membri di tale “casta”, che pretende di imporre cosa è la cultura e chi la fa, da, forse, particolarmente fastidio che il semplice figlio di una casalinga e di un agente di polizia sia arrivato ad un livello culturale tale che loro nonostante i clan e le caste di cui fanno parte non sono arrivati a tali altezze?
Vorrei aggiungere, prima che qualcuno si senti offeso dalle mie parole, che il riferimento alle lobby, alle caste e ai clan l’ho letto nella pagina web di oggi e dei giorni precedenti di Radio Radicale. Invito a verificare.
Inoltre vorrei aggiungere delle puntualizzazioni: Cristo, in cui credo, è stato rivoluzionario rispetto a Socrate - Platone - Aristotele sul piano politico ed umano, in quanto per lui contavano le persone indipendentemente dallo status sociale - per usare un termine moderno - di cui erano parte contrariamente ai filosofi a cui ho fatto riferimento che nella “Repubblica” e nella “Politica” non erano vicini a Cristo ma ai 67 firmatari della Sapienza. Inoltre Cristo ha parlato alla pari alle donne, accettando le loro scelte - vedasi l’episodio dell’adultera, della samaritana e altri episodi - stravolgendo la concezione oggettivistica. Per questo era rivoluzionario ed io lo amo. Prego chi legge di andarsi sia a leggere l’Antico che il Nuovo Testamento, facendo la dovuta ermeneutica ed esegesi; così come prego di non accennare che la Chiesa è nemica delle donne. E’ una affermazione obsoleta e datata. Cristo ha detto cose importanti ed è stato un rivoluzionario, se poi gli uomini di Chiesa hanno sbagliato non posso rimettere in discussione una Verità che ha retto il confronto della Storia. Inoltre vorrei ulteriormente dire che i grandi rivoluzionari non sono stati da meno degli uomini di Chiesa: Lenin con la moglie e Inesse Armand; Castro con tutte le donne e i figli sparsi e la sua non accettazione nei confronti degli omosessuali (oggetto di discussione con il suo amico Feltrinelli), Mao Tze Tung con le infinite mogli e giovani amanti e Stalin che desiderava vergini che poi venivano date a compagni comprensivi. Leggendo Platone e l’”Utopia” le donne hanno lo scopo di fare figli e dare piacere agli uomini. Praticamente degli oggetti a cui fornire - guarda caso solo a loro - gli strumenti necessari per essere ancora più oggetto nelle mani degli uomini che non si prendono alcuna responsabilità nell’incontro sessuale. Per Cristo tutti sono uguali. Ciò che è successo alla Università degli Studi della Sapienza è di una arroganza, presunzione, superbia, intolleranza e anti democraticità inaccettabili. Qualcuno pensa di essere una élite e schiaccia gli altri. Allora domando a tale “élite” una come me, figlia di gente normale, ha diritto secondo l’articolo 3 della Costituzione Italiana, di cui ricorrono i sessant’ anni dall’entrata in vigore, di sperare con le sue sole forze di accedere a Masters, Dottorati o vincere Concorsi? Dietro quei 67 nomi vedo ciò, aggravato dal fatto che il Prof. Joseph Ratzinger in Sapienza in un incontro pubblico di circa quindici anni fa (se non rammento male) ha difeso il diritto di sbagliare nella ricerca e quindi la libertà di ricerca di Galileo nei confronti di uno studioso anarchico e ateo, che ha difeso in nome della ragione l’operato della Chiesa nei confronti di Galileo. Infine ripeto in nome della Costituzione: anche i cattolici hanno aiutato a scriverla con il sangue (la resistenza non è di un solo colore! Don Pappagallo è alle Fosse Ardeatine mentre i gappisti non sono morti alle Fosse Ardeatine come il Capo della Resistenza Romana Generale Cordero di Montezemolo) e le idee. La sottoscritta è e vive in uno Stato democratico dove sono eguale nelle possibilità al figlio di uno dei firmatari del documento “no pope” oppure faccio parte della massa che è buona solo a votare per confermare il potere nelle mani di un’oligarchia? La Sapienza da me frequentata è di serie “B”? Inviterei i 67 firmatari e quanti li hanno seguiti, se non è chiedere troppo “alle loro fulgide intelligenze”, di leggere, o ri-leggere, i libri dei filosofi moderni sulla democrazia, quali Locke, Tocqueville, Montesquieu.
E’ stata una vergogna quel che è successo a Roma. Speriamo che non succeda anche a Padova!!