Prostituzione/2: con Adelina dietro le quinte della tratta delle schiave del sesso
ROMA – Continua la nostra inchiesta sul mondo della prostituzione, attraverso la voce e la testimonianza di Adelina. Una giovane albanese costretta fino a qualche anno fa a vendere il suo corpo nelle strade di tutta Italia. Da schiava del racket a missionaria. Sempre disponibile a raccontare agli altri la sua storia di torture, per sensibilizzare le coscienze su un problema di ordine mondiale: la tratta delle schiave del sesso. In Italia si contano 70 mila donne costrette a “lavorare” per la strada, tra cui due mila minorenni. Sono soprattutto albanesi, rumene, moldave. Tutte vengono sequestrate nei propri Paesi d’origine e rivendute tra le varie organizzazioni criminali internazionali, per un fatturato annuo che va dai 16 ai 26 miliardi di euro. Gli sfruttatori le trattano al pari di merci: le toccano, le controllano, specialmente il seno e i denti. Le “provano”, anche. Nonostante le storie di violenza che ci sono dietro ogni prostituta sono nove milioni gli uomini che continuano a frequentarle.
Adelina, ti occupi anima e corpo nel recupero delle prostitute su strada. Vuoi spiegare meglio ai lettori quali attività svolgi?
“Ultimamente il mio forte no è contro le ordinanze antiprostituzione, che colpiscono le vittime e non la criminalità organizzata. Per esempio il sindaco di Trento ha messo un cartello con scritto ‘Attenzione prostitute’. In questo modo si feriscono solamente le schiave del sesso. E non si ottiene nulla.Ho fatto un protocollo che ha come obiettivi quelli di incentivare le vittime a denunciare, integrare queste ragazze, colpire la criminalità organizzata e fare una maggior repressione. Attraverso un maggior utilizzo delle Forze dell’Ordine e colpendo i capitali della criminalità organizzata. Gli sfruttatori, infatti, attraverso i soldi che guadagnano le prostitute comprano altre ragazze, droga o armi”.
Hai anche realizzato degli spot per la campagna radiofonica ‘Libera la vita’, in collaborazione con Radio Voce della Speranza. Stanno andando in onda in più di duecento emittenti a circuito nazionale. Ma al di là dei tuoi impegni sociali, qual è il tuo sogno?
“Il mio sogno è quello di aprire in Basilicata un centro di accoglienza per le donne che si ribellano al racket della prostituzione. A Milano sto portando avanti il progetto Tricarico, una casa di accoglienza per le ex- prostitute e per i cani abbandonati e maltrattati. Il progetto deve il nome a Tricarico un piccolo paese della Basilicata, in cui il maggiore Mario Tusa ha salvato più di cinquecento donne”.
Molti ritengono come unica soluzione al problema della prostituzione la creazione di case chiuse. Cosa ne pensi? Potrebbe essere un rimedio per attenuare il fenomeno dello sfruttamento?
“No, assolutamente. Sono contraria alla prostituzione in ogni sua forma, perché una donna deve vivere onestamente. Vorrei lanciare un appello a Walter Veltroni, l’ex sindaco di Roma oggi candidato premier. L’ho seguito a Ballarò tempo fa’ prima che iniziasse la campagna elettorale. Io sono neutrale e non tifo alcun partito. Ma quello che ha detto mi è piaciuto. Quindi gli vorrei proporre alcune iniziative contro la prostituzione nella capitale e in Italia visto che oggi si candida a guidare il Paese. Se lui ci sta io mi metto a sua disposizione gratuitamente”.
Si creano rapporti d’amicizia o per lo meno di solidarietà tra le prostitute?
“No purtroppo. Poche volte e non del tutto sinceri. Mi ricordo, quando lavoravo sulle strade. Se facevo qualcosa, le altre lo andavano a dire al mio sfruttatore. Ci si faceva la spia a vicenda. Non perché si era cattive, ma per sfuggire alle botte. È per questo che quando parlo con le ragazze sulla strada e le vedo in gruppo, aspetto che si dividano oppure le prendo a parte”.
C’è qualche storia umana, invece, che si instaura con qualche cliente?
“ Quando sei sulla strada no. Assolutamente. Almeno personalmente. Perché il più bello ti sembra il più brutto, il più buono ti sembra il più cattivo, e il più cattivo peggio ancora. L’unico rapporto bello è quello che si crea con le Forze dell’Ordine. Io ho conosciuto tre uomini che si sono distinti in tutta Italia: il maggiore Mario Tusa, l’ispettore Luigi Manco e il colonnello Giacomo Vilardo. Le loro gesta devono essere seguite come esempio”.
Gli stessi clienti che vanno con le prostitute ci riflettono poco, prima di avere rapporti sessuali con queste. Non si chiedono che storia si nasconde dietro ogni donna.
“Sì . Poi quelli sono proprio i papà di famiglia, che magari prima passano con i bambini e con la moglie e fanno finta che gli fai schifo. Dopo cinque minuti ritornano e ti chiedono i più strani rapporti sessuali che possano esistere sulla terra”.
Vorresti lanciare un appello a loro, a tutti i clienti.
“Sì… Ciao mi chiamo Adelina sono una ragazza albanese, un ex-schiava del racket della prostituzione. Io ho subito un inferno e non voglio che altre Adeline subiscano la stessa cosa. Vi supplico, ve lo chiedo con tutto il mio cuore non cercate rapporti a pagamento, ma conquistate il rapporto con una donna tramite la via dell’amore. Non comprate rapporti a pagamento, perché quei soldi non vanno alle ragazze. Anche quelle che sembrano e che dicono che lo fanno per scelta… non è vero. Non comprate rapporti a pagamento. Rinunciate, per favore. Chi ha bisogno d’aiuto io sono disponibile tramite il mio sito internet”.
Ultima domanda. Lancia un appello a tutte le donne costrette a prostituirsi.
“Ciao mi chiamo Adelina. Io ero come voi, costretta a prostituirmi. Ho subito torture di tutti i tipi. Ma oggi sono una donna libera, grazie alle Forze dell’Ordine, Polizia e Carabinieri, che io chiamo i miei angeli. Fatelo anche voi. Basta che chiamate da un telefono qualsiasi il 112 o il 113. Loro vi possono aiutare. Fidatevi”.
Ma come vive oggi Adelina? Nonostante tutti i suoi sforzi e il suo impegno costante per il sociale, è stata sfrattata da casa. Il suo futuro è incerto: non ha acqua per lavarsi, non ha nulla da mettere sotto i denti e tanto meno un letto su cui dormire. Momentaneamente, dopo i rifiuti da parte di varie associazioni umanitarie, vive all’interno di un ufficio dell’associazione “Libera la vita”. Ma non demorde dal suo obiettivo, anzi tutto ciò, ci ha confidato, la rende più forte.
Domani Adelina sarà ospite in studio a Uno Mattina su Rai 1: la prima parte andrà in onda alle 9.08 e la seconda parte alle 9.35.
Chiunque volesse aiutarla può contattare la nostra redazione via mail (info@chronica.it) oppure direttamente Adelina sul suo blog http://www.adelina113.altervista.org/.
Fotoservizio di Emiliano Mei



