Strisce blu, strisce bianche e molto altro ancora…

ROMA - Le strisce bianche non sono quelle di cocaina, bensì quelle pedonali, che spesso in città mancano. Evidentemente c’è carenza di vernice bianca. La cocaina invece non manca. La vernice blu nemmeno, tanto che il Comune di Roma aveva pensato di rendere più visibili gli attraversamenti pedonali aggiungendo un fondo blu. Poi anche questa moda è passata. Le strade del centro sono però state letteralmente fatte a strisce con questo colore “blu balzello”. Poi improvvisamente ci hanno comunicato che il pagamento richiesto per la sosta sulle strisce blu era da considerarsi illegittimo. Noi abbiamo pagato per anni parcometri e multe! Mica tutti, però. A Roma infatti è ormai costume diffuso fare ricorso, sempre e comunque, perché si sa, “nega tutto, nega sempre, nega anche l’evidenza”. Intanto tutti litigano con tutti: i residenti del centro chiedono il ripristino della sosta a pagamento, i commercianti sono contrari… tutti difendono i propri interessi, già, ma a Roma chi ci pensa? Tanto per la Chronica, dal 5 giugno nel I municipio si torna a pagare, mentre nel resto della città la “sosta sul blu” resta libera. Una commissione ad hoc provvederà a disegnare un nuovo piano di sosta tariffata che entrerà in vigore a settembre. E’ ora di fare una seria politica della viabilità, che prenda in esame le esigenze di mobilità di milioni di cittadini e quelle di conservazione del patrimonio monumentale che, ricordiamocelo tutti, è quello che porta il pane alla città. Se si continua con i balzelli leva togli leva, se si fanno multe ingiuste a chi il parcheggio non lo trova per il semplice fatto che non esiste, se si continua a far ricorsi per cui, de facto, la multa non viene pagata, se non si fa una vera cura del ferro, la città ad un certo punto arriverà al collasso. Nonostante la proverbiale capacità di sopportazione dei romani. La rete metropolitana di Roma fa semplicemente ridere. La linea B in realtà fa piangere. Perché i vagoni nuovi con l’aria condizionata sono solo sulla Linea A? Mistero. I lavori per nuovi tratti sono iniziati, ma ci si continua a nascondere dietro il paravento dei ritrovamenti archeologici. Basta scavare oltre i 15 metri per essere essere al di sotto dello strato archeologico della città. Ed in ogni caso qualcosa andrà pur sacrificato! Si tratta quindi di scuse accampate dalle passate amministrazioni capitoline, che però nel frattempo davano il via libera alla costruzione di città satellite senza prevedere la metropolitana. Quando la Bufalotta sarà veramente tutta abitata, come ci andranno questi cittadini in centro a lavorare? Temo che il bike-sharing, peraltro a tutt’oggi inattivo, non basterà per chi viene dalle periferie. Andranno a piedi? No, in auto. Dove parcheggeranno l’auto? Bel problema. Anche a rimettere le strisce blu a pagamento non si risolverà nulla. I famosi box sotterranei sono infatti tutti privati. Fare dei parcheggi sotterranei veri? Come dire “il re è nudo!”. L’unico vero sistema per uscire da questo caos sarebbe incentivare l’uso del mezzo pubblico: tram elettrici invece di autobus scassati, rumorosi e inquinanti; mezzi pubblici che arrivino in orario. Le paline elettroniche da poco introdotte sono un’ottima idea, peccato che non funzionino quasi mai (e comunque si trovano solo nelle “zone di serie A della Capitale”); infine, non si può pretendere che un cittadino paghi il biglietto se vede salire impunemente zingari e ed extracomunitari che vanno con i loro fagotti a vendere merci illegalmente davanti ai monumenti del centro. Povere memorie patrie, i monumenti vengono abbandonati proprio dalle stesse amministrazioni e soprintendenze che sono però pronte a bloccare tutta la città per un nonnulla. Il Colosseo? Una rotatoria mezza nera di smog e mezza bianca, Via dei Fori imperiali? Praticabile solo la domenica a causa del rumore infernale; la zona di San Pietro in Vincoli? Un parcheggio perché gli studenti e i professori della facoltà di ingegneria mica ci possono andare con la metro al lavoro; i sacchi della spazzatura abbandonati per strada perché i cassonetti sono tutti rotti, proprio dove si concentrano i bus turistici a Colle Oppio (sono anni che si parla di riqualificarlo, speriamo nella nuova giunta). Dal cupolone fino a Trastevere, passando per Trevi, Navona, Pantheon, si ramifica il commercio clandestino: merci rubate, contraffatte, illegali. Su tutto si stende lo scempio degli scarabocchi sui muri. A parte la bruttezza di un simile spettacolo, quale miseria se giovani menti non sanno partorire di meglio per esprimere quello che sentono! Fin qui è colpa della classe politica, poi però ci siamo noi romani, ormai triste avanzo di una tribù vandalica dei bassi tempi. Sono romani quelli che fanno scempio dei muri della loro città, sono romani quelli che mollano l’auto in doppia fila per prendersi il caffè al bar, che aprono il finestrino per buttare la spazzatura fuori dal loro SUV, che suonano il clacson perché sono nervosi, che parcheggiano sulle strisce pedonali, che siccome loro hanno il motorino delle regole della strada se ne fregano, che portano il cane a fare i bisogni davanti a casa di qualcun altro, e poi pretendono rispetto dagli altri e dalla politica.

No comments yet.

Write a comment: