Mostre: ‘I Fuochi dell’Arte e le sue reliquie’ fino al 10 gennaio nell’Auditorium Parco della Musica

‘I Fuochi dell’Arte e le sue reliquie’ fino al 10 gennaio nell’Auditorium Parco della MusicaROMA - Dal 12 novembre al 10 gennaio il Foyer dell’Auditorium Parco della Musica ospita “I Fuochi dell’Arte e le sue reliquie“. La mostra, curata da Achille Bonito Oliva, è prodotta dalla Fondazione Musica per Roma e Jacorossi Imprese. L’esposizione unisce i percorsi estetici di Mario Schifano, Enzo Cucchi, Gino De Dominicis e Giulio Aristide Sartorio, non in un’ottica disciplinare artistica, ma attraverso un’imprevisto realmente accaduto: l’incendio del 1992 in una falegnameria nel quartiere di San Lorenzo in Roma, il cui calore raggiunse le circa 60 opere della collezione Jacorossi depositate in un locale adiacente. Nel Foyer dell’Auditorium saranno esposte le 24 opere di maggiori dimensioni. Il calore interagì totalmente con le opere d’arte, annullando le distanze estetiche e temporali tra gli artisti, creando un’opera che va oltre se stessa, oltre l’intenzione artistica originaria. Gli artisti, provenienti da diverse realtà contemporanee, vennero inconsapevolmente uniti in un’unica storia. Sulle opere gli interventi di restauro si sono limitati ad operazioni di semplice pulitura e in alcuni casi foderatura della tela portante. Schifano e Cucchi non sono volutamente intervenuti sulle opere perché consapevoli del grande impatto emotivo prodotto dal fuoco. Quando Schifano andò a vedere le opere rovinate per tentare un intervento di restauro, esclamò: “Non le toccate! Sono più belle di prima!“.

La mostra vuole far riflettere sul possibile restauro e sulla “deteriorabilità” dell’arte contemporanea; un’arte capace di superare lo staticismo estetico per rendere più forte l’aspetto concettuale. La mostra vuole raccontare una storia che autenticamente unisce l’arte contemporanea alla vita. Un’arte che è specchio del suo tempo, che è in grado di uscire dalle gallerie e mostrarsi in luoghi che sono crocevia di passaggio di persone, dove si respira una dimensione di quotidiano che va oltre il luogo di culto istituzionale.

No comments yet.

Write a comment: