Teatro: ‘Fiore di Cactus’ all’Olimpico fino al 21 dicembre
ROMA - Antonia Marechal (Donatella Pompadour) è sdraiata sul letto della sua camera, il suo vicino di casa Igor Polansky (Fabrizio A. Barbone) irrompe dalla finestra nell’appartamento della giovane, preoccupato dal forte odore di gas e spegne prontamente i fornelli. Comincia così ‘Fiore di Cactus‘, con il ragazzo che si trova inaspettatamente a dover contattare l’amante di Antonia, Giuliano Foch (Remo Girone) per avvisarlo che la ragazza è viva. Tra gags e bugie, il divertente testo scritto da Pierre Barillet e Jean Pierre Grédy trova nuova vita al Teatro Olimpico fino al 21 dicembre con Remo Girone, Eleonora Giorgi, Fabrizio A. Barbone, Donatella Pompadour, Andrea Garinei, Guglielmo Guidi, Federica Montanelli e Giorgia Trasselli, diretti da Guglielmo Ferro.
Una pièce che ha riscosso molto successo in Francia e a New York, dove è stato replicato per tre anni, ed è stata trasposta anche nel cinema nella pellicola omonima che ha visto sul grande schermo Ingrid Bergman, Walter Matthau, Jack Weston e Gòldie Hawn.
Tutto ruota attorno ad un dentista scapolo, Giuliano, affascinante e un po’ in là con gli anni, che si innamora di una ragazza bella e candida che ha un difetto: vorrebbe sposarlo. Per non mettersi la fede al dito, il dentista le dice di avere una moglie e tre figli. La giovane tenta il suicidio, Giuliano si commuove e inventa un’altra bugia: chiederà il divorzio a sua moglie e la sposerà. Ma Antonia vorrà conoscere la donna per assicurarsi che davvero voglia divorziare e a fingersi tale sarà la segretaria del dentista, Stefania Vigneau (Eleonora Giorgi).
Un susseguirsi di equivoci e situazioni surreali conduranno poi ad un finale forse prevedibile ma che non delude. Uno spettacolo leggero che fa sorridere e che vede con favore il debutto in teatro di Eleonora Giorgi e Donatella Pompadour. Bravi gli attori che hanno saputo far sorridere nei momenti giusti.




