Ad Atene prende vita il nuovo Museo dell’Acropoli: mancano solo i “marmi di Elgin”, ostaggio degli inglesi

Atene_Museo_AcropoliATENE - Dopo anni di idee, progetti, lavori, attese, rinvii, il 20 giugno 2009 è stato finalmente inaugurato ad Atene il nuovo Museo dell’Acropoli. All’inaugurazione, celebrata come un vero e proprio evento mondiale, erano presenti le massime autorità della Repubblica Greca e i Capi di Stato di una ventina di paesi europei e dell’area mediterranea. Tutti pronti a seguire dal vivo il taglio del nastro di uno dei dieci musei più importanti del mondo. L’edificio, che trova collocazione a 300 metri dall’Acropoli, dalla quale svetta maestoso il Partenone, è opera dell’architetto franco-svizzero Bernard Tschumi. Progettato dallo studio dell’architetto Tschumi, con la collaborazione dell’architetto greco Michael Photiadis, questo gioiello architettonico di 14 mila metri quadri di superficie espositiva coniuga tradizione e innovazione.

Fra i numerosi pregi del nuovo contenitore museale, va sottolineata l’alta qualità Museo_Acropoli_Koreambientale e la resistenza sismica. Articolato in tre piani principali, due intermedi e un’intera facciata di vetro, è un edificio realizzato con marmi, cemento e colonne d’acciaio, ricostruito in uno spazio con le stesse dimensioni e l’esatto orientamento del Partenone. L’allestimento riunisce in una sola esposizione tutte le preziose testimonianze del passato provenienti dall’Acropoli di Atene: il nucleo principale della collezione sono le statue e i frammenti di decorazione architettonica arcaica, cui si aggiungono sculture del periodo classico.

Una delle principali attrazioni custodite nel museo è parte del fregio scolpito da Fidia, che ornava la facciata del Partenone. L’altra metà, di cui la Grecia chiede la restituzione sin dagli anni ‘60, si trova ancora al British Museum di Londra. Una vecchia storia quella dei bottini d’arte. All’inizio del XIX secolo, l’allora ambasciatore presso l’Impero Ottomano, Lord Thomas Bruce Elgin trasportò in Inghilterra molti elementi dell’Acropoli e del Partenone, oltre a reperti da Corinto, Micene e altri siti. L’insieme di questi “furti”, operati per decorare il suo castello in Scozia, è chiamato appunto i “marmi di Elgin”. Un modus operandi scorretto ma assai diffuso, basti pensare a Napoleone Bonaparte, alle razzie dei nazisti durante la II Guerra Mondiale, sino ai casi più recenti in Iraq. Uno strumento utilizzato sistematicamente dai “vincitori” per privare il paese nemico del patrimonio culturale, distruggendone l’identità.

Fregio_PanateneeIl fregio, lungo 160 metri e alto più di un metro, era formato da 115 blocchi. Scolpito in bassorilievo, raffigura una versione idealizzata della processione panatenaica dalla porta del Dipylon nel Kerameikos fino all’Acropoli. In questa processione ripetuta ogni 4 anni, Ateniesi e stranieri partecipavano all’adorazione della dea Atena, offrendo sacrifici e un nuovo peplo. L’intero fregio è stato scolpito in situ ed è datato al 442-438 a.C.. Di quest’opera di straordinaria bellezza circa 80 metri sono al British Museum, un blocco è al Museo del Louvre, frammenti vari sono a Palermo, in Vaticano, ad Heidelberg, Vienna e Monaco.

Gli spazi vuoti nel nuovo museo sono quindi riempiti con copie in gesso. Il governo greco e buona parte della comunità internazionale invocano da molti anni la restituzione dei “marmi di Elgin”. Londra con varie motivazioni ha sempre risposto negativamente. Si è detto che il British Museum è più sicuro; che i marmi si conservano meglio al riparo dal pericoloso inquinamento di Atene; che la restituzione creerebbe un “precedente” rovinoso per numerosi musei.

La cerimonia di inaugurazione è diventata l’occasione ufficiale per riaprire le polemiche legate ai marmi del Partenone. Davanti al Presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso e a leader ed esponenti politici di numerosi paesi, il Presidente della Repubblica Greca, Karolos Papoulias, ha detto che “è ormai tempo che i marmi tornino a casa dopo 207 anni di assenza”.

Museo_Acropoli_internoDiplomaticamente, il curatore del museo, Dimitrios Pandermalis, ha fatto intendere che l’inaugurazione del grande Museo dell’Acropoli di Atene, che espone vestigia antiche in un involucro minimalista e contemporaneo, potrebbe essere la risposta ai “timori” inglesi legati alla mancanza di strutture adeguate per ospitare i preziosi reperti. L’edificio di Tschumi colma tutte le lacune e rilancia Atene sullo scenario museale internazionale. La Grecia ha trasmesso con la sua cultura il concetto del bello, dell’armonia, dell’equilibrio. Qui è nata la filosofia e la democrazia. Qui il genio di Fidia ha creato la perfezione delle forme e dei volumi del fregio che dovrebbe ritornare finalmente a casa.

Museo_AcropoliCostato 130 milioni di euro, messi a disposizione dalla Grecia e dal Fondo europeo di sviluppo regionale, il Museo dell’Acropoli rappresenta un fiore all’occhiello per la Grecia e per favorire le visite e la conoscenza della storia greca, è stato deciso un prezzo irrisorio del biglietto che sarà pari ad un euro. Il Museo dell’Acropoli di Atene, costruito per la prima volta a fine ‘800 e chiuso per restyling nel giugno 2005, riapre i battenti in tutto il suo splendore.

 www.theacropolismuseum.gr

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