Giovani lettori sotto l’ombrellone
ROMA - “I bambini invisibili”, il romanzo per ragazzi dagli undici anni, Pina Varriale ci racconta l’indifferenza quotidiana verso i nomadi attraverso gli occhi di Sevla, una bambina gagè (nomade) quasi adolescente che si sente invisibile. Sevla vive nella sua comunità e parla una lingua diversa dai bambini che frequenta a scuola, la saggezza del suo popolo non sta nei libri che vogliono insegnarle a leggerle, ma nelle parole di Papo Mirko, il nonno. Ne “I bambini invisibili”, un romanzo dal linguaggio scorrevole ed accattivante, la diversità emerge quando un progetto didattico tenta di inserire nella scuola italiana i bambini Rom, tra questi bambini ci sono Sevla e suo fratello. La protagonista tenta di fuggire da quel mondo falso e pieno di ipocrisia quale la scuola e, durante una fuga, incontra Vanda, una donna che con le sue stranezze avvicinerà Sevla al popolo italiano. Curiosità e avventura spingono Sevla oltre i confini del suo campo nomade e con la sofferenza e la forza d’animo la bambina riuscirà a scoprire il mistero di Vanda e i molti perché della sua “invisibilità”. Un racconto forte, di una veridicità quasi impressionante viene narrato con semplicità per avvicinare i ragazzi alla lettura e per spingere tutti a vedere oltre l’apparente “invisibilità”. (”I bambini invisibili”, Pina Varriale, Piemme, 2009, 118pp.)
Con “La terra del bosco sacro. Lo Shintoismo spiegato ai bambini” si è giunti al settimo libro della collana “Nuovi amici”, e le edizioni Dehoniane chiudono il progetto che spiega attraverso avventure e personaggi la diversità culturale, etnica e religiosa ai ragazzi dagli otto ai dodici anni. Manuel è il leader del suo gruppo, è un ragazzo un po’ svogliato a scuola ma ha una grande passione per l’Oriente e per i samurai. L’occasione per conoscere meglio il mondo del suo eroe Ishiguro Monogushi arriva con un concorso sulla protezione dell’ambiente indetto dalla scuola che premia con un viaggio in Giappone il gruppo che meglio saprà esprimere i problemi legati alle tematiche ambientali. Nel gruppo con Manù, così chiamato da tutti, ci sono le due secchione della classe, Magiù e Margherita, oltre al buon Claudione e, tutti e quattro insieme, decidono di trattare il rapporto tra Shintoismo e salvaguardia ambientale. Così i ragazzi scoprono che lo Shintoismo è la religione tradizionale del Giappone che venera divinità, spiriti del cielo e della terra, per questo che in Oriente hanno la forte cultura del piantare e coltivare alberi. Questa religione etnica che dà molta importanza alla natura affascina Manù e con l’aiuto della giovane amica Mikage scoprirà i santuari e i segreti del monte sacro. La ricerca è pronta ma la vittoria più grande è l’amicizia che si è instaurata tra Manù, Magiù e Mikage, così diversi e così simili tra loro, tutti intenti a scoprire le curiosità di un popolo lontano.
Il libro, curato da Mara Scarpa e illustrato da Daniele Fabbri, aiuta il giovane lettore a comprendere le caratteristiche dello Shintoismo nel rispetto delle tradizioni e degli elementi pedagogici. Molto importanti anche i giochi e le curiosità inserite nella narrazione. (”La terra del bosco sacro. Lo Shintoismo spiegato ai bambini”, AA.VV., EDB Junior, 2008, 80pp.)



