Teatro: Quirino apre stagione con Revolution Mad, Maestri Avanguardie Derive del teatro contemporaneo

Teatro: il Quirino apre la stagione con Revolution Mad, Maestri Avanguardie Derive del teatro contemporaneo. Ogni sera uno spettacolo diverso dal 15 al 28 settembreROMA - La programmazione del Teatro Quirino - Vittorio Gassman parte con il Revolution - MAD -Maestri Avanguardie Derive del teatro contemporaneo, in scena ogni sera con uno spettacolo diverso dal 15 al 28 settembre.Siamo convinti della necessità di immaginare un domani sondando quello che succede oggi su altre sponde ed in altri continenti teatrali - ha spiegato Lorenzo Gleijeses, direttore artistico della rassegna - di dare spazio a nuove sensibilità e nuovi linguaggi, di ricercare vie espressive che sfuggano alle catalogazioni e che sfocino in un teatro nuovo per abbattere così le barriere tra i pubblici di genere. Aprire a nuove forze, a ricerche artistiche differenti, non fossilizzarsi in proposte unidirezionali, accogliere spettatori mai incontrati prima: MAD è uno spaesamento con cui desideriamo arricchire la nuova identità del Teatro Quirino.
MAD sarà un modo per ricordare, all’interno della tradizione del grande attore di prosa, la lezione di maestri come Jerzy Grotowski, Eugenio Barba dell’Odin Teatret, Leo De Berardinis - ha continuato Gleijeses - un modo necessario per Teatro: il Quirino apre la stagione con Revolution Mad, Maestri Avanguardie Derive del teatro contemporaneo. Ogni sera uno spettacolo diverso dal 15 al 28 settembreincludere, all’interno di uno spazio istituzionale, tanto le realtà più importanti e consolidate della scena contemporanea, quanto i nuovi talenti della ricerca fioriti negli ultimi anni. Uno spaesamento, una rivoluzione anche nel modo di intendere gli spazi del teatro: per ogni spettacolo ci sarà una collocazione diversa della scena e del pubblico, con gli spettatori che saliranno sul palco e i performer che invaderanno tutti gli spazi interni, fino al foyer, per arrivare all’esterno del teatro ed oltre. Dalle 19 alle 21 videoinstallazioni e dj set anticiperanno lo spettacolo, mentre happening e concerti concluderanno le serate“.

Con MAD, pazzo Quirino, proponiamo un ricambio-scambio di linguaggi, ricerche, generazioni, visioni, necessità... La rivoluzione del/nel Teatro Quirino riguarda il suo mettersi in marcia su nuove rotte che vediamo e sappiamo conducono ad esperienze importanti e non più trascurabili. Un attraversamento di campi, geografie e modi esplorativi apparentemente lontani tra loro ma che hanno in comune una ricerca ed un modo di orientarsi personale, riconoscibile, autoriale e autonomo. Una Rivoluzione-Rigenerazione tramite una calcolata follia che muova il Teatro Quirino e lo porti a mettere in atto le sue potenzialità in più direzioni, a 360°“, ha concluso Gleijeses.

Ecco il programma completo della rassegna:

martedì  15 settembre 2009

ORÔ  DI OTELLO

International School of Theatre Anthropology  I.S.T.A.

regia Eugenio Barba

attore/danzatore Augusto Omolú

musicisti Cleber da Conceição, Jorge Paim, Bira Monteiro

assistente alla regia Julia Varley

musica Ritmi tradizionali delle cerimonie del Candomblé e frammenti di una registrazione dell’opera di Giuseppe Verdi, Otello.

Uno spettacolo che incrocia i ritmi delle cerimonie sacre brasiliane del Candomblé  con i brani dell’opera lirica. Leggendo Otello, il dramma di Shakespeare, un uomo di colore, elegantemente vestito, è preso dalla storia e si identifica con i personaggi principali - Otello, Desdemona, Iago - secondo le parole cantate nell’Otello di Verdi. L’attore passa da un personaggio all’altro, facendoli dialogare ma anche reagendo loro. La musica classica di Verdi è commentata, sostenuta o contrappuntata dai ritmi tradizionali dei tamburi del Candomblé.

Augusto Omolú, attore dell’ Odin Teatret, ballerino e coreografo di Salvador, Bahia, collabora con l’ISTA (International School of Theatre Anthropology) dal 1994.

L’ evento di apertura continuerà dopo lo spettacolo, gli stessi musicisti suoneranno nel foyer.

Lo spettacolo prevede l’ingresso del pubblico in sala.

mercoledì  16 Settembre 2009

IL CASTELLO DI HOLSTEBRO II

Odin Teatret

regia Eugenio Barba

con Julia Varley

Il Castello di Holstebro è un castello abitato da fantasmi ed è un castello fantasma. Un castello invisibile, reso visibile dallo spettacolo con un processo analogo allo ‘stream of consciousness’ applicato in letteratura. E’ il mondo che diventa sogno e il sogno che diventa mondo. Al suo interno una giovane donna e il suo eterno accompagnatore allacciano un dialogo che si svolge nello stesso modo in cui il pensiero si avventura nella logica contraddittoria dell’esperienza. Lo spettacolo s’inoltra in un paesaggio mentale popolato dal Tempo, dai suoi cambi e dalle sue ripetizioni, in un labirinto di personaggi e situazioni, alla ricerca di ricordi perduti.

Lo spettacolo ha debuttato nel 1990 ed è stato rappresentato in tutto il mondo in più di venti nazioni.

Lo spettacolo si svolgerà sul palcoscenico per un numero limitato di spettatori.

giovedì  17 settembre 2009

CHE TRAGEDIA !

Lorenzo Gleijeses, Egumteatro, Teatro Stabile di Calabria

regia Annalisa Bianco, Virginio Liberti

con Lorenzo Gleijeses, Andrea Capaldi, Armando Iovino, Davide Pini Carenzi

scene e costumi Rita Bucchi

La nostra avventura nel labirinto tragico è vissuta da giovani attori. Sappiamo che l’aspettativa di vita nell’antica Grecia era di 40 anni. Aldilà della filologia, quello che ci interessava era formare un piccolo gruppo di lavoro composto da giovani e realizzare una formazione attoriale come si faceva un tempo, cioè, attraverso la realizzazione di spettacoli“. Annalisa Bianco e Virginio Liberti

Dal nostro primo incontro, era chiaro che sia Egumteatro che io fossimo fermamente convinti che la vera scuola di teatro è il palcoscenico; volevamo unirci in un progetto che ci permettesse di vivere il periodo di prove non unicamente come un mezzo per arrivare alla rappresentazione, bensì come fine principale della nostra esperienza insieme“. Lorenzo Gleijeses

ragione. Il Tragico come antidoto all’indifferenza del dolore altrui.

LAND LOVER, viaggio per amore     (Teatro Stabile di Calabria /

Lo spettacolo si svolgerà sul palcoscenico per un numero limitato di spettatori.

venerdì  18 settembre 2009

LAND LOVER

Associazione Corte dei Miracoli, Teatro Stabile di Calabria

di Gianfranco Berardi e Lisa Zucoli

regia Gianfranco Berardi

con Gianfranco Berardi, Gabriella Casolari, Roberto De Sarno, Pietro Minniti

produzione Teatro Stabile di Calabria / Ass. Corte dei Miracoli/ Progetto ETI Nuove Creatività/ Primavera dei Teatri.

Land Lover è un viaggio, uno spostamento fisico per raggiungere una meta, e al tempo stesso la metafora di una costante e inarrestabile evoluzione di coscienza. E’ lanciarsi all’avventura, correndo il rischio di perdersi in esperienze che altrimenti non si farebbero mai, spinti da uno stimolo profondo e irrinunciabile: amarsi. Situazioni improponibili, irreali, incontri casuali e incidenti premeditati che creano uno scenario dove tragedia e comicità si confondono, in cui il divertimento e la cattiveria si alimentano a vicenda, ma dove soprattutto il rovesciamento delle dinamiche conosciute porta alla scoperta di verità sorprendenti per le stesse persone, per gli stessi attori.

Lo spettacolo si svolgerà sul palcoscenico per un numero limitato di spettatori.

sabato 19 settembre 2009

FLATLANDIA

Socìetas Raffaello Sanzio

lettura drammatica e musicale di Chiara Guidi

racconto fantastico a più dimensioni scritto da Edwin Abbott e tradotto da Masolino D’Amico

cura del suono Marco Olivieri

Tutto il racconto appartiene interamente a una terra piatta, e con perfetta coerenza descrive l’ambiente e la vita di esseri schiacciati che neanche immaginano un’altra dimensione. Il linguaggio ritrae un mondo complesso, formato da un meccanismo coerente che diventa oggetto di conoscenza: il mondo del piatto. (…)Sta a noi, persone umane, incredibilmente dotate di corpo, capire la sospensione metafisica di quel momento in cui una sfera “cala” dall’alto per intersecarsi con il piano. Dobbiamo farlo, però, immaginandoci piatti, come figure ritagliate nella carta. Solo così si apre la visione: immaginarsi un mondo che non esiste, in questo mondo. Nel mondo di Flatlandia questo mondo non esiste. Siamo noi l’al di là. Siamo noi le “sfere”. E l’assurda affermazione di un mondo reale soltanto sulla carta fa sospettare che forse è il mondo dei corpi a essere davvero alieno.

Lo spettacolo si svolgerà sul palcoscenico per un numero limitato di spettatori.

domenica 20 settembre 2009

COMFORT GEOGRAFIA

MK

con Philippe Barbut, Lorenzo Bianchi, Biagio Caravano, Michele Di Stefano, Cristina Rizzo e Guests

luci Yannick Da Sousa Mendes

c o m f o r t  è una produzione ZTLpro/Angelo Mai, MK08 in collaborazione con CanGo Cantieri Goldonetta Firenze/Accademia del Gesto e Centro Enea per rifugiati e richiedenti asilo di Roma.

c o m f o r t è organizzato su una tattica precisa, che mette in scena il corpo nel suo movimento verso l’esterno, al confine tra ciò che è casa e ciò che è campo aperto. E comunque sempre in odore di crollo. Adottando una prospettiva territoriale più che coreografica, proviamo a spingerci oltre in questo esperimento geografico - geopolitico o quel che è - abbandonando la struttura dello spettacolo per approdare in un territorio sconosciuto, nel quale istituire un nuovo spazio. E’ inevitabile cercare dapprima di non essere visti, inevitabile produrre scarti e resti di passaggio, ma in fondo se ti sposti è proprio per essere individuato. Come dice il filosofo: “La tattica ha come luogo solo quello dell’altro, è movimento all’interno del campo visivo del nemico”.

Lo spettacolo si svolgerà  sul palcoscenico per un numero limitato di spettatori.

lunedì  21 settembre 2009

HAMELIN

Psicopompo Teatro

di Juan Mayorga

traduzione e regia Manuela Cherubini

con Raimondo Brandi, Luisa Merloni, Mariano Nieddu, Alessandro Quattro, Patrizia Romeo, Roberto Rustioni, Marco Vergani

luce Gianni Staropoli

suono Graziano Lella

lettering di scena Ale Sordi

produzione Psicopompo Teatro, con il contributo di IMAIE, Regione Lazio, Rialto Santambrogio, I Generali, Banca Intesa-SanPaolo

Hamelin è una parabola contemporanea della fiaba “Il pifferaio di Hamelin”, che lo stesso Mayorga richiama spesso nel testo. Hamelin è l’inchiesta di un giudice istruttore intorno ad un caso di presunte molestie sessuali subite da un bambino. Le incertezze dominano il gioco investigativo, alla ricerca non di un territorio franco, ma dello sguardo dello spettatore. Hamelin è un’opera sul linguaggio. “Su come si forma e su come si ammala il linguaggio”, perché il linguaggio è un corpo vivo, può ammalarsi e ammalare la realtà. Una cosa è il nome che decidiamo di darle. La Verità è questo: ciò che noi desideriamo sia, ciò che noi temiamo sia. A perdere in questo gioco, sono coloro che non possiedono gli strumenti per dominare il linguaggio: i più poveri, i più piccoli.

Lo spettacolo si svolgerà  sul palcoscenico per un numero limitato di spettatori.

martedì  22 settembre 2009

VERSIONE DEI FATTI (LA GABBIA 3)

Teatro delle Donne

scritto e diretto da Stefano Massini

con Barbara Valmorin, Luisa Cattaneo, Maria Bazzani

spazio realizzato da Paolo Li Cinli

illuminato da Paolo Magni

Produzione Teatro delle Donne, in coproduzione con Festival Quartieri dell’Arte di Viterbo, in collaborazione con Teatro Vittorio Emanuele di Messina

C’è una vecchia. Sola. Buttata in un angolo della gabbia. Davanti a lei una distesa di mattonelle sporche. Sbarre. Grate. Il carcere. Le mattonelle si possono contare, per passare il tempo. Si fanno tante cose, per passare il tempo. Per spendere il tempo. Per non buttarlo. Che poi sono frasi stupide: buttare il tempo, spendere il tempo. Questa donna vecchia sta lì per dare una versione dei fatti. Gliela chiede con insistenza una ragazza impeccabile, perfetta. Una che non sbaglia. Una che sa come fare. Sa cosa dire. Una che il tempo lo sa usare. Ovvero: spendere. Forse la differenza fra uomini e macchine è che le macchine non perdono tempo. Lo sanno spendere bene. Gli uomini no. Loro a volte si perdono. Inefficienza. Insufficienza. Se gli uomini fossero come le macchine darebbero versioni dei fatti senza perdersi in labirinti.

Lo spettacolo si svolgerà  sul palcoscenico per un numero limitato di spettatori.

mercoledì  23 settembre 2009

SCENATA  - dal burqa alle veline

di Anna Redi

con Diana Magri, Elena Fattorusso. Agnese Perrella, Anna Redi, Roberta Ruggiero.

collaborazione Dramaturg Susanne Foellman

disegno luci Raffaele Di Florio

musiche originali Riccardo Veno

organizzazione Linda Martinelli

produzione CHIARADANZA E DOCK11

in collaborazione con Le Bazarre

Il lavoro prende ispirazione da una domanda: Quale è oggi il corpo delle donne nei media?

Facciamo Scenata come resistenza al mondo delle veline e all’imbarbarimento che ci circonda. Quale può essere il corpo della donna nella sua verità? Come si può essere vere donne senza rimettere in scena il patriarcato e senza un burqa? Attraverso la danza parlare di tutto questo.

Il lavoro nasce da un processo di improvvisazioni del gruppo formato da cinque giovani danzatrici e attrici napoletane. Non vuole essere una generica vulgata neo femminista ma un nostro sguardo ed eco interiore sul femminile oggi nella sua irriducibile specificità. Il lavoro procede per visioni attraversando momenti di poesia teatrale: in scena cinque modelli trattati in maniera ironica: la donna sull’orlo di una crisi di nervi, la donna sacra, la donna bambina, la donna velina e la donna maschio.

Il trash dell’oggi ci chiede di essere attive e vigili, così da poter diventare esilarante linguaggio teatrale.

Anna Redi, attrice e danzatrice eclettica, coreografa e sceneggiatrice lavora a tutto campo nel teatro, nella danza, nell’opera e nel cinema con Mario Martone, Pippo Delbono, Raffaella Giordano, Danio Manfredini, Wim Vandekeybus, Dino Gentili, Andrea De Rosa e Riccardo Muti. E’ autrice raffinata di numerose opere di teatro/danza e insegnante di danza presso le Università di Barcellona, Madrid e Bogotà.
Lo spettacolo si svolgerà  sul palcoscenico per un numero limitato di spettatori.

giovedì  24 settembre 2009

SUTTA SCUPA

SuttaScupa

di Giuseppe Massa

regia Giuseppe Massa, Giuseppe Provinzano, Fabrizio Ferracane

con Giuseppe Massa, Giuseppe Provinzano

luci Cristian Zucaro, Giuseppe Provinzano

voce Elena Amato

Sala d’attesa di un’azienda. Due amici, lavoratori precari, attendono….. Due vite ai margini della società che rappresentano una notevole parte della stessa o la sconfinata massa di lavoratori precari di un  futuro prossimo in cui potremmo ritrovarci a vivere. Nell’attesa, i due trovano conforto raccontandosi. Questa lunga, snervante e svilente attesa, supportata dal loro bisogno quotidiano, simile ad una personale Via Crucis, dà modo di svelare la loro essenza vitale. Loro “aspettano”…con dignitoso piglio e austera espressione dello sguardo, che si fissa talvolta in un punto lontano. Giuvanni e Vitu non conoscono la meta, la strada da percorrere, trovano come ancora di salvezza l’unione, lo stare insieme.

Lo spettacolo si svolgerà  sul palcoscenico per un numero limitato di spettatori.

venerdì 25 settembre 2009

I SING THE BODY ELECTRIC - A CONCERT

(Il corpo elettrico io canto - Un concerto)

ANTEPRIMA

Open Program del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards

Pontedera Teatro

con Itahisa Borges Méndez, Lloyd Bricken, Cinzia Cigna, Davide Curzio, Marina Gregory, Timothy Hopfner, Agnieszka Kazimierska, Felicita Marcelli, Alejandro Tomás Rodriguez, Chrystèle Saint-Louis Augustin, Julia Ulehla

testi poetici Allen Ginsberg

musiche Open Program - Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards

diretto da Mario Biagini

“The way beyond the printed page is music!” Allen Ginsberg

Coordinato da Mario Biagini, il gruppo di Open Program del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards ha avvicinato i testi poetici di Allen Ginsberg come una ricognizione nel dominio di ciò che è umano:

È antica tradizione in Occidente tra grandi poeti, che la poesia non sia mai pensata come ‘solo poesia’. I veri praticanti della poesia sono praticanti di consapevolezza, o di realtà, esprimono il loro essere affascinati dall’universo fenomenico e cercano di penetrare al suo cuore. La poesia non è mero e pittoresco dilettantismo, o espressionismo egoistico per motivi vili e brama di sensazione e lusinga. La poesia classica è un ‘processo’, o un esperimento - una sonda nella natura della realtà e nella natura della mente. (A. Ginsberg)

Un evento in forma di concerto: il dinamismo del senso poetico, i canti, le musiche e le azioni, le percezioni e le intuizioni, possono fiorire e trasformare lo spazio, il nesso con gli spettatori, interrompere l’isolamento dell’individuo per consentirgli di valicare il proprio mondo e incontrare l’altro.

Lo spettacolo si svolgerà  sul palcoscenico per un numero limitato di spettatori.

sabato 26 settembre 2009

ALLA META

Teatrino Giullare

di Thomas Bernhard

traduzione Eugenio Bernardi

diretto e interpretato da Teatrino Giullare

scene Cicuska

produzione Teatrino Giullare, con il sostegno di Comune di Bologna, Provincia di Bologna, Regione Emilia Romagna.

Un visionario allestimento che si confronta con il delirio verbale di Thomas Bernhard e la vertiginosa profondità della sua scrittura. Fantocci ed esseri umani danno vita ad un intreccio controllato di menzogne e verità confondendosi gli uni con gli altri. Una madre poco umana ed una figlia rigida preparano la loro consueta partenza per il mare; tra vecchi vestiti e vecchi ricordi, aleggia l’agitazione per l’imminente arrivo del nuovo e quasi sconosciuto compagno di viaggio. Il rituale del fare e disfare le valige e la sensazione angosciosa di raggiungere una meta che già sappiamo essere deludente, raccontate da un grande autore spigoloso, cinico, lucidissimo, controverso, divertente e cupo.

Lo spettacolo si svolgerà  sul palcoscenico per un numero limitato di spettatori.

domenica 27 settembre 2009

HIM

Fanny & Alexander

drammaturgia Chiara Lagani

regia Luigi De Angelis

con Marco Cavalcoli

Su un grande schermo approntato sul palco è proiettato un film su Il Mago di Oz. Al di sotto, al centro della scena la figura di un piccolo dittatore-direttore d’orchestra, ossessionato dal film del quale esegue senza tregua il doppiaggio, arrogandosi tutti i ruoli e, di più, l’intera parte audio: voci, musiche, suoni e rumori. La comicità scaturisce proprio dall’impossibilità di poter doppiare effettivamente tutto e quindi dalla necessità di selezionare, volta a volta, le parti e i punti a cui dare voce. E’ come se il piccolo dittatore-direttore fosse “parlato” dal film. Egli adatta ai propri toni una differente modalità per ognuno dei personaggi e degli eventi del film, in una esilarante miscela performativa che da un alto esalta il susseguirsi della narrazione del film, dei colpi di scena, delle battute, mentre dall’altro vi aggiunge la vitalità che è caratteristica dei modi e dei ritmi propri del teatro.

Lo spettacolo prevede l’ingresso del pubblico in sala.

lunedì  28 settembre 2009

SOLE

Valentina Capone

liberamente tratto da Le Troiane ed Ecuba di Euripide

regia, ideazione spazio scenico, costumi Valentina Capone

con Valentina Capone

ideazione luci Francesco Vommaro, Valentina Capone

maschere Stefano Perocco Di Meduna

La vicenda de Le Troiane è ben nota: sullo sfondo di Troia in fiamme, le prigioniere di guerra sono alla mercè dei Greci, vincitori con l’inganno del cavallo di legno. L’esito di un sorteggio assegna Cassandra ad Agamennone, Andromaca - consorte di Ettore - a Neottolemo ed Ecuba ad Odisseo. Cassandra appare agitata da un delirio fatidico. La partenza delle navi si affretta, mentre in un incendio totale la città di Troia rovina, con sinistri fragori. Nell’aria i lamenti delle donne di Ilio, sole. La scenografia è essenziale - tre sedie ed uno scudo sospeso ( il sole?) proprio perché lo spazio sia tutti e nessun luogo: le rovine della città, un cimitero o forse, semplicemente, il luogo in cui ci si veste e ci si spoglia per dar vita alle singole figure e alle maschere.

Lo spettacolo si svolgerà  sul palcoscenico per un numero limitato di spettatori.

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