Il nonsense dei Golden Graal: dalla Crescentini premiata da Msc Crociere ai ‘non giovani’ che hanno avuto riconoscimenti

ROMA - Forse era meglio un tempo, quando le scuole di teatro si contavano sulle dita di due mani e anche i premi e i festival non erano in eccesso. Pupi Avati non lo ha detto, si è limitato ad affermare che “in passato occasioni come questa [ ha detto durante la serata di premiazione dei Golden Graal ieri sera al Teatro Olimpico di Roma, n.d.r.] erano rarissime. Le scuole erano due: Accademia e Centro Sperimentale“, ha spiegato.

Noi continuiamo a dire ai giovani che non hanno speranze, ma non è vero - ha dichiarato Avati con convinzione - faranno un sacco di film. Io ho 70 anni e faccio quasi due film ogni anno, li scrivo e produco da solo. Secondo me ogni volta cerchiamo alibi, ed è un atteggiamento che ho notato anche questa sera. Mi dispiace molto. Io da ragazzo lavoravo alla Findus, tantissime persone mi hanno scoraggiato. I miei primi film non sono stati dei capolavori: ad uno di Bologna feci addirittura perdere 300.000.000 in due anni. Nonostante questo, quando da me vengono a bussare i giovani non li scoraggio mai, fanno bene a proporsi“.

E le parole di un Maestro come lui non si discutono. Per questo voglio partire da qui. Dal fatto che trovo superfluo il Golden Graal come riconoscimento: è un premio che non sembra aver rispettato gli obiettivi che si è dato nel 2005, anno della prima edizione. Si legge proprio sul sito, http://www.goldengraal.com che “il premio Golden Graal è assegnato a giovani artisti che, grazie al loro talento e alla professionalità, hanno saputo inventare uno stile nuovo di fare cinema, teatro e musica“.

Bene, giovani c’è scritto. Dunque che senso ha  premiare Enrico Brignano, Paolo Sorrentino, Maria Paiato, Tosca D’Aquino, Giuseppe Battiston, Valerio Mastandrea che, non me ne vogliano,  ma tutto appaiono fuorché giovani o esordienti alle prime armi? Come non lo sembrano la pluripremiata (anche nelle scorse edizioni dei Golden Graal) Alba Caterina Rohrwacher (che alle spalle ha decine di film nonostante la giovane età) o Luca Argentero o Carolina Crescentini, premiata da MSC Crociere con una crociera da 10.000 euro (ha un senso come riconoscimento?). Va notato poi che gli attori e i registi candidati in questa e nelle passate edizioni sono quasi sempre gli stessi: nessuna nuova leva si è affacciata in questa professione tanto ambita?

Gli attori, le attrici e i registi che hanno ritirato i Golden Graal in questa edizione lo hanno fatto con tale disincanto (esemplare Argentero che ritira il premio e si dirige a grandi passi verso l’uscita) da non far assaporare nulla neanche a chi è seduto in platea. Tra l’altro tantissime sono state le poltrone che al posto delle persone hanno ‘ospitato’ i cartelli con su scritto ‘riservato’, tanto che le maschere si sono impegnate a chiedere a chi era al piano superiore di scendere. Ma nonostante questo tante poltrone sono rimaste vuote, e man mano che il tempo passava, le poltrone ‘disoccupate’ sono solo aumentate. Tutto ciò in una serata che non è stata presentata da Francesca Barra ma da Franco Di Mare (dov’è finito il ‘lustro’ della scorsa edizione che vedeva sul palco Eleonora Daniele ed Ettore Bassi?) e nella quale l’attenzione maggiore si è avuta con il mancamento di una signora in prima fila.

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