Premio Nobel per la Letteratura 2009 a Herta Muller
ROMA - Perché “con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa ha rappresentato il mondo dei diseredati“. Questa la motivazione del Premio Nobel 2009 per la Letteratura. E’ Herta Muller, cinquantaseienne tedesca di origini romene: . Una dei pochissimi rappresentanti della minoranza germanofona del Benato romeno. Nel 1982 pubblica in Romania “Bassure” (”Niederungen”), il suo primo libro, in gran parte censurato, e nel 1987, quando rifiuta di collaborare con la polizia segreta del regime di Ceausescu, si trasferisce in Germania dove verrà alla luce “Febbraio scalzo”. Da qui una lunga serie di romanzi il cui tema centrale è sempre quello della condizione di vita in Romania durante i venti anni della dittatura di Nicolai Ceausescu.
La sua scrittura degli inizi parte da una prospettiva che rasenta il suolo (centrale in “Bassure”), parla del buio, della morte e dell’emerginazione sociale. Con la crescita la narrativa si fa più complessa, la visuale si “amplia” e compaiono le immagini legate all’infanzia e alla creatività che può regalare una metafora. A questo si aggiunga una punta di ironia, di satira politica e beffardo sorriso, indispensabile per narrare dei soprusi sociali.
Fondamentale nella scrittura di Herta Muller è l’immagine: la lingua si fa veicolo della tattilità dei materiali, i colori sono vivi nella pagina a descrivere e raccontare.
In Italia le opere di Herta Muller sono state tradotte molto poco: “Bassure” pubblicato nel 1987 dagli Editori Riuniti, a cura di Fabrizio Rondolino, il racconto Una mosca attraversa un bosco dimezzato, contenuto nella antologia “Fuoricampo. Racconti di scrittrici austriache e tedesche” curato da Ernestina Pellegrini per la Avagliano Editore e “Il paese delle prugne verdi” edito Keller.
“Wie, die wir in den Niederungen leben, wie verstehen den Tod, denn er ist uns nicht fremd, well zisammen mit ihm aufgewachsen sind”
“Noi che viviamo nei bassopiani comprendiamo la morte, poiché non ci è estranea, essendo cresciuti con essa”.





