Lina Sastri: Se la crisi di cui si parla è vera, farà bene al teatro

ROMA - “Ma sta crisi, ce sta’ davero?“. A domandarselo e a girare alla platea il quesito è Lina Sastri. Coinvolgente tanto quanto quando è sul palcoscenico mentre parla ai giornalisti del suo ‘La casa di Ninetta‘, in scena al Piccolo Eliseo nel 2010. “Io sto all’Argentina con ‘Filumena Marturano’, e il teatro è sempre pieno. Ogni sera vengono aggiunte delle sedie. E’ una cosa meravigliosa. E’ vero che il titolo attrae. Ma a riempire il teatro sono i giovani e siamo alla seconda ripresa all’Argentina. Se la crisi c’è davvero, è la benvenuta. Per chi fa teatro non fa mai bene stare seduto comodo in poltrona. E’ proprio in momenti come questo che nascono i progetti migliori“.

Che non abbia ragione? Lamentarsi è comodo, soprattutto per trovare una giustificazione a insoddisfazione, insuccessi e lavori inconclusi. Ma in fondo nella vita, a vincere, è proprio l’ingegnarsi per reagire, il non abbattersi davanti a ingiustizie che si subiscono quotidianamente (specie quando si tratta di chi fa lavori per cui essere pagato non è scontato come in tutti gli altri), e che si sa di subire a causa di un meccanismo perverso che non si è ancora disinnestato.

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