Cinema: “Natale a Beverly Hills” film d’interesse culturale. Ma per chi?
ROMA - Sorprese sotto l’albero. Tante. Non tutte gradite. Il Natale 2009 tiene a battesimo il primo esemplare di cinepattone d’ interesse culturale. Meraviglia, sgomento, imbarazzo. Esiste un prodotto più commerciale proposto nelle sale a dicembre? Il film che nei primi tre giorni di programmazione ha raggranellato 3.472.420 euro ha bisogno del sostegno pubblico? Eppure lo ha stabilito la Commissione ministeriale Cinema in base alla legge Urbani. Una legge di cui, allo stato attuale, anche un prodotto come il cinepanettone ha pieno diritto di beneficiare. “Natale a Beverly Hills” ottiene così i crediti di imposta e gli aiuti fiscali e monetari. Ma un sistema che confonde qualità e potenziale commerciale va inevitabilmente gestito con altre norme.
Unanime la risposta della “gente di cinema”, dal presidente della Fice, Mario Lorini, a Andrea Occhipinti della Lucky Red, a Stefano Rulli, presidente dei 100autori. Da anni sono invocate normative rivolte alla tutela di quelle produzioni di qualità, realmente bisognose del sostegno statale, affinché sia garantito pluralismo di voci in campo. Il pubblico non è omologato, sebbene i prodotti commerciali ottengano inevitabilmente il riscontro di frange più ampie. Occorre un’azione degna del WWF ma invertita. Con pieno rispetto verso il panda, meraviglioso animale cui auguriamo una sana e copiosa azione procreativa. Ma il cinepanettone “cultural” speriamo resti un esemplare unico, destinato a scomparire senza essersi riprodotto.


