Lettera a Babbo Natale
ROMA - Caro Babbo Natale, quest’anno siamo stati decisamente buoni, anche troppo (va bene, forse, stiamo esagerando…) e per questo motivo ci sentiamo in dovere ti chiederti tanti doni. L’elenco è un po’ lungo, porta pazienza e leggi fino in fondo.
Cominciamo dalla politica. Se tu fossi così gentile da mettere un po’ di sale nella zucca dei nostri governanti, politici, portaborse, nani, gobbi e ballerine noi te ne saremmo assai grati. Visto che ci sei portagli via anche un bel po’ di privilegi che hanno…se c’è la crisi, forse, sarebbe il caso che “stringessimo la cinghia” un po’ tutti…Meno soldi a escort, trans e intrattenitrici varie e più soldi agli italiani onesti e meritevoli potrebbe essere il messaggio sul biglietto d’auguri.
Cinema. Beh, in primis vorremmo non vedere mai più un cinepanettone, un cinecocomero o una cinecolomba… Non ce ne voglia il bravo De Laurentis, ma siamo logori di vedere le stesse facce fare le stesse battute e prendere tanti soldi per “recitare” una schifezza di pellicola. Vorremmo vedere meno attricette bellocce, sensuali e un po’ gatte morte e più attrici vere e veraci. Portaci via anche un bel po’ attorucoli bel tenebrosi e dallo sguardo “magnetico”, incapaci di capire cosa sia l’arte della recitazione…Per il cinema, però, chiediamo soprattutto un grosso aiuto economico e di idee. Vorremmo vedere più soldi girare nel settore, di provenienza sia pubblica sia privata; vorremmo vedere più creatività, più spazio ai giovani attori (bravi…), ai giovani registi, a idee originali, sperimentali, in grado di togliere un po’ di spazio a Hollywood. Il cinema italiano era un mito amato in tutto il mondo, può e deve tornare ad esserlo!
Teatro. E qui vengono le dolenti note caro Babbo… In Italia il Teatro è una cenerentola. E questo rimane un mistero visto il patrimonio letterario-teatrale in nostro possesso..Ti chiediamo per favore di far arrivare tanti soldini ai nostri teatri, ma insieme a questi vorremmo avessero anche più coraggio! Sperimentare, aprire all’innovazione, proporre più compagnie giovani per portare i giovani anche nei grandi teatri. E, soprattutto, più spazio al teatro di qualità, quello con la T maiuscola. Non ce ne voglia nessuno, ma ci saremmo pure un po’ rotti di vedere una schiera di comici, cabarettisti, “attori” di fiction riempire i grandi teatri. Non è arte, non è Teatro. Lasciamoli in tv o doniamo loro altri spazi dove esprimere la loro creatività, ma sui palchi importanti portiamo le compagnie ardite, quelli costretti a recitare in qualche angusto spazio in periferia o nascosto ai più solo perché non c’era spazio per loro nei camerini della città. Spazza via muffa e grigiore dai Teatri, ci vuole una ventata d’aria nuova!
Tv. Caro Babbo Natale qui la cosa è complicata…Viviamo in un Paese dove la Tv è l’oracolo, il Sacro Graal, il motivo di infinite litigate e discussioni da bar e dove, per tutto questo, ci tocca pure pagare un canone salato anche se il piccolo schermo non lo accendiamo mai…
Allora quel che ti chiedo sono due cose facili facili. O spegni la televisione italiana per sempre o accendi il cervello di chi la guida e di chi la fa! A noi così da la nausea.
Musica. Qui le note sono davvero dolenti (e anche un po’ stonate)… Noi amiamo la Musica, con tutte le nostre forze, ma vorremmo sapere perché hanno sempre più spazio gatte arruffate e svociate, tipi abbigliati strani e conciati peggio creati in laboratorio per essere spremuti un po’ di anni e poi buttati nel dimenticatoio. Lunga vita a trasmissioni come “XFactor” e “Amici” se tirano fuori talenti. Aboliamoli subito, invece, se servono solo alle major discografiche per produrre cantanti in miniatura dalla bella voce calda e vagamente scimmiottante quella di loro “colleghi” anni luce distanti da loro in quanto a bravura e spessore musicale. Pensavamo di aver visto tutto e invece abbiamo trovato un libro monografico, sì un libro, dedicato alla vita e ai miracoli vocali della ventitreenne Alessandra Amoroso, protagonista dell’edizione 2009 di Amici di Maria de Filippi…L’editoria libraria italiana potrebbe impiegare meglio le proprie risorse..ci sono tanti scrittori di talento da scoprire e pubblicare…
Letteratura. Vorremmo solo, caro Babbino Natale, tu donassi coraggio agli editori italiani. Ogni libro - di qualità - pubblicato è un vero miracolo, un piccolo capolavoro da proteggere per farlo arrivare integro ai nostri discendenti. E poi non è detto debbano scrivere proprio tutti tutti e si debbano pubblicare testi su qualsiasi cosa…Un po’ di sana follia..in fondo il vostro lavoro è anche ricercare, selezionare e scommettere…
Arte. Questo è il Paese del Sole, del Mare e…dell’Arte. Quella rinchiusa nei magazzini dei musei e lì, spesso, lasciata marcire. Quella prestata all’estero, dove fa sfracelli, ma ignorata, per lo più, in Italia. Siamo un popolo di grandi fruitori d’arte quando viaggiamo all’estero - il 45% va a visitare musei e mostre - e scarsi frequentatori delle nostre ricchezze nazionali - solo il 14% degli italiani entra in un museo secondo dati forniti pochi giorni fa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali. E’ vero, i nostri musei sono spesso poco accoglienti, vetusti e privi di servizi efficienti. Però sono anche pieni di opere invidiate da tutto il mondo. E allora facciamolo uno sforzo..il Ministero si impegni a modernizzare l’offerta museale e a trovare nuovi spazi forme per dar visibilità all’inifinto patrimonio artistico del Bel Paese. Noi, d’altra parte, impegniamoci ad andare almeno una o due volte al mese in un museo o a visitare una delle infinite mostre in giro per l’Italia..Ci sono cose meravigliose da scoprire!
Vino. Ora caro Babbo non ti ubriacare per favore! Vorremmo, però, tu facessi un giro d’Italia delle cantine e stanassi un po’ di furbacchioni, quelli capaci di rovinare un settore unico traino del made in Italy nel mondo e unico, nonostante la crisi, ad avere numeri importanti e confortanti. Passando dalle aziende vinicole, di notte come tuo solito, porta via pure un po’ di quei prodotti altamente nocivi per la salute umana usati per far crescere le viti sane e conservare più a lungo il vino in bottiglia. Un buon prodotto di qualità e in grado di conservarsi per molti anni a venire lo si può fare anche con un’agricoltura biologica (vera), biodinamica o naturale. Anche se sono approvati dall’Unione Europea non crediamo ci sia bisogno di far finire nei vigneti quantità di pesticidi (sì, sono pesticidi, non agrofarmaci!) 5000 volte superiori a quelli concessi nell’acqua potabile.
Gusto. Noi viviamo, grazie a Dio, in un Paese da leccarsi i baffi. Ogni angolo, curva, collina, montagna o scorcio di mare hanno da offrire più prodotti mangerecci meravigliosi, tradizioni culinarie e ricette della nonna di qualsiasi altro Stato. Di queste molte le riusciamo anche a esportare, ma spesso sono quelle meno di qualità, più industriali e meno rappresentative della realtà gastronomica italica. Un’altra piaga è il falso made in Italy. Non può e non deve più regnare sovrano all’estero dove produce ogni anno decine di miliardi di euro di danni al comparto agroalimentare!
Moda. Solo una richiesta: basta modelle anoressiche! Per il resto fate come vi pare…la moda è estro e creatività!
L’ultima piccola richiesta è per l’informazione. Lungi da noi l’idea di criticare il lavoro e la professionalità dei colleghi, ma non se ne può più. Vorremmo vedere giornali migliori, meno gossip a tutti i livelli e più informazione, vorremmo dei media veri “mediatori” delle notizie tra il potere pubblico e privato e i cittadini. Se i media diventano megafoni dov’è il senso del giornalismo?
Lo sappiamo, forse siamo dei sognatori, ma, in fondo, è Natale, il periodo giusto per tornare bambini e sognare.
Buon Natale a tutti, anche a te caro Babbo!



