Teatro: Gian Marco Tognazzi debutta al Piccolo Eliseo con “Die Panne”
ROMA - Un banale incidente, tre attempati giuristi, una femmina dal fascino magnetico e una cena “inquietante”. In più un ignaro carnefice-vittima, Alfredo Traps, interpretato da Gian Marco Tognazzi. E’ questa l’intrigante miscela di “Die panne - ovvero la notte più bella della mia vita” del drammaturgo Friedrich Dürrenmatt, in scena al teatro Piccolo Eliseo dal 26 gennaio al 14 febbraio per la regia di Armando Pugliese e l’adattamento di Edoardo Erba. Alfredo Traps, costretto dall’automobile in panne a cercare aiuto nella casa di un anziano giudice, si trova coinvolto in una cena tra vecchi amici alle prese con un curioso passatempo: ricelebrare famosi processi storici. “Brecht era il lume dominante della scena - riflette Pugliese - Dürrenmatt è un anarchico con una visione completamente diversa da quella del dogmatico Brecht. Caduto il muro di Berlino Dürrenmatt è stato riscoperto, mi sembra sacrosanto è un autore che ha molto da insegnare”. Attraverso Traps e il ribaltamento dall’innocenza alla colpevolezza, l’autore designa un unico destino: la vita non ci assolve, siamo tutti colpevoli.
Il racconto di Dürrenmatt, grottesco e divertente pilastro della letteratura europea del Novecento, è già noto al grande pubblico per la trasposizione cinematografica diretta da Ettore Scola con Alberto Sordi protagonista, “La più bella serata della mia vita” (1972).
La pièce, una produzione dalla Compagnia delle Indie occidentali, segna il debutto di Gian Marco Tognazzi sul palco del teatro Piccolo Eliseo “Nella memoria sono molto legato a questo teatro - spiega l’attore - all’Eliseo ho visto mio padre recitare per l’ultima volta, faceva L’Avaro di Moliere. In più sogno di portare in scena questo testo di Dürrenmatt ormai da quattro anni. Tutto, dal protagonista al clima che si respira, al ribaltamento tra innocenza e colpevolezza, è estremamente attuale“. In scena con Tognazzi anche Bruno Armando, Giovanni Argante, Franz Cantalupo, Lidya Giordano e Lombardo Fornara. Un allestimento essenziale, senza cambi di scena e senza effetti sonori, che rivela una precisa scelta della regia “E’ recitato da sei bravi attori che costituiscono la carta vincente - continua Armando Pugliese - Ognuno emerge nel suo potenziale espressivo che sfocia nel personaggio che interpreta”.



