Roma presenta il “Carnevale Romano”: colori e suggestioni di una festa antica
ROMA - Sono novanta le opere provenienti dal Museo di Roma, dal Museo di Roma in Trastevere e da collezioni private presentate a Palazzo Braschi dal 10 febbraio al 5 aprile 2010, nella mostra dedicata al Carnevale Romano. L’esposizione si inserisce all’interno di una rassegna più ampia nata per rivivere le atmosfere chiassose e colorate del carnevale di Roma, festeggiato nella città dal XV al XIX secolo.
Fino al 1870 il carnevale è stato infatti per i romani un appuntamento immancabile e molto atteso. ”Festa comunitaria“, lo definisce Federico Mollicone, presidente Commissione Cultura, Sport, Politiche giovanili, Comunicazione, durante la quale ogni ordine sociale veniva sovvertito: i ricchi accanto ai poveri ed i poveri con i ricchi; insieme in un clima di euforia collettiva in grado di far dimenticare (soprattutto al popolo) una vita dura, piena di privazioni e sofferenze.
Il grande festeggiamento attirò nel corso dei secoli scrittori che lo raccontarono con il desiderio di rievocare attraverso i loro occhi il brio e l’esuberanza di quei giorni. Così Goldoni, Gogol, Andersen, Dickens e tanti altri ne parlarono, rendendolo immortale. Goethe, invece, espresse la difficoltà incontrata nel descriverlo perché ”una così grande e vivace massa di fenomeni sensibili dovrebbe essere percepita direttamente dall’occhio e osservata ed afferrata da ciascuno a propria guisa”.
La mostra a Palazzo Braschi fornisce ”l’immagine” alle parole di questi illustri scrittori. Personaggi, luoghi e tradizioni sono qui documentati attraverso una selezione di dipinti ed incisioni ad opera di molti pittori i cui climi stilistici e le cui tecniche artistiche illustrano l’avvenimento con sguardi di volta in volta diversi.
Maria Elisa Tittoni, curatrice della mostra insieme con Federica Pirani e Simonetta Tozzi, osserva quanto l’esposizione sia di facile lettura e, continua, “si può cogliere l’assoluta immediatezza con cui gli artisti hanno dipinto la stagione più splendida del carnevale, ovvero quella dell’ultimo periodo prima dell’inesorabile declino“. Achille Pinelli, Antoine Jean Baptiste Thomas ed altri ancora rappresentano con freschissime istantanee le antiche tradizioni carnevalesche romane del lancio dei coriandoli e dei moccoletti, illustrando con dovizia di particolari i costumi dell’epoca.
La mostra si chiude con un piccolo capolavoro: il prezioso abito di Roberto Capucci ” Donna Gioiello”, della collezione del Museo Fortuny, simbolo del gemellaggio tra Roma e Venezia, altra città del carnevale.
Nell’abito si mescolano in modo affascinante la maschera e la donna, il cui simbolo di supremazia come essere eccezionale è dato dal copricapo storicamente destinato al doge. La maschera posta sul petto è il cuore della donna e raffigura la sua possibilità di vestire i panni di molte donne diverse senza mai fingere, né snaturarsi.
Situato nell’ultima sala colori nero e rosso dell’abito riprendono per pura coincidenza, quelli dei cardinali dipinti nei quadri delle pareti di Palazzo Braschi, creando un suggestivo ed inaspettato gioco in cui tutta la sala è en pendant con la preziosa opera.
Ad aprire le danze della manifestazione “Carnevale Romano” ( dal 6 al 16 febbraio 2010) è la Grande Sfilata per Piazza del Popolo e via del Corso, in rievocazione della rinomata corsa dei berberi. Protagonista della gara così come di tutta la rassegna: il cavallo, al quale sono dedicati spettacoli ed incontri per approfondirne la figura tra secoli di storia e vie della città. Attori della commedia dell’arte, artisti di strada, musicisti di musica barocca parteciperanno al Carnevale romano dei nostri giorni.
Grazie ai fondi del Comune e ai prestiti dei privati è stato possibile concretizzare “la volontà di rilanciare il carnevale romano con una visione strategica per unire la riscoperta delle tradizioni popolari ai linguaggi artistici contemporanei“, dice Federico Mollicone, in un’iniziativa in cui si celebra, a detta del musicista Angelo Branduardi, “il futuro di una festa antica“.



