Sanremo 2010: tre domande Chroniche a…Tony Maiello
ROMA - Tony è un ragazzo di Castellammare di Stabia di soli 21 anni. Ama la musica e lo spettacolo da quando era un bambino. Il suo cammino verso la discografia comincia quasi per caso, quando a Roma partecipa ai casting di X Factor, passando davanti all’Hotel dove si svolgevano i provini. Conquista il 4° posto nella serata finale. Dopo quest’esperienza Mara Maionchi e Alberto Salerno decidono che il ragazzo ha qualcosa da dire e decidono che vale la pena di lavorarci. Il 21 maggio 2009 esce il primo EP di inediti intitolato ”Ama calma”, come il primo singolo estratto. Non si impone sul mercato ma la sua etichetta discografica, la Non ho l’età, non demorde e decide che bisogna andare avanti a lavorare, perché le vere carriere si costruiscono con la fatica. Un giorno arriva in ufficio con “Il linguaggio della resa” e subito entrambi i produttori capiscono che è il pezzo perfetto per Sanremo. Il brano è scritto dall’artista insieme con Roberto Cardelli, Fabrizio Ferraguzzo e Fio Zanotti, che ne cura anche l’arrangiamento.
Durante la lavorazione de “Il linguaggio della resa”, brano che dà titolo al nuovo album, Tony conosce su facebook una giovane artista maltese, Brooke Borg (scoperta ancora quattordicenne dal manager e produttore inglese Joshua Alamu conosciuto per le sue collaborazioni con artisti come Will Young, Beverley Knight e Westlife) che si è interessa a lui guardando X factor dalla sua Malta. Tony e Brooke propongono ai loro rispettivi produttori un duetto, dopo che reciprocamente hanno sentito di avere la stessa direzione artistica e di condividerne i valori. Il Brano “Echo” è un progetto scritto e prodotto da Steve Russel, coautore della hit mondiale “No air” di Jordin Sparks feat Chiris Brown. Il produttore americano vanta nelle sua discografia collaborazioni con artisti di cui Tony si è sempre interessato, da Justin Timberlake a Brian Mcnight, sembra quasi una favola… All’inizio di Settembre i ragazzi seguiti da Joshua incidono il brano Echo, che verrà inserito sia nell’album di Tony, sia in quello di Brooke. La giovane artista debutta nella nella Uk club chart al 30 esimo posto con il singolo “Achilles Heel”.
Ed eccoci ad oggi, Tony è fra i 10 che si giocheranno il titolo della Nuova Generazione. Dopo tre anni di intenso lavoro, di canzoni scritte e lasciate in disparte, Tony ha raggiunto la maturità, per partecipare ad una importante manifestazione come quella del festival della canzone italiana.
Se dovessi spiegare in poche parole al grande pubblico che ancora non ti conosce, o ti ha visto solo ad X-Factor, chi è Tony Maiello, come ti descriveresti?
Tony e‘ Antonio da Castellammare di Stabia, quindi un ragazzo come tutti gli altri, che ha scelto di percorrere questa strada che e’ la musica e che cerca di fare questo lavoro al meglio, lavorando seriamente da circa tre anni con Mara Maionchi e che insegue il suo sogno con la giusta caparbietà e la giusta umiltà sperando di poter vivere di musica. Dopo Xfactor c’e' stata una trafila di 2 anni dove ho lavorato molto su me stesso e sono passato dall’r'n’b al pop, attingendo da tutto il pop italiano anche se effettivamente il mio stile un po’ più d’oltremanica.
Qual è stata l’emozione quando hai capito che saresti finalmente salito sul palco del Festival di Sanremo?
…fino a tre anni fa sognavo di poterlo andare a vedere anche solo dalla platea… quindi figurati, ora che mi ritrovo sopra al palco, cerco di non pensarci… Negli ultimi giorni cerco di cantare la canzone, continuo a scrivere…insomma, cerco di distrarmi. Ci penserò un minuto prima di salire sul palco… Quando me l’hanno detto ci son state scene di panico… soprattutto a casa mia, perché, per quanto riguarda il mio paese, credo sia la prima volta che capiti una cosa del genere… quindi ci siamo riuniti tutti, amici parenti… e’ stata davvero una bella soddisfazione…
Come si intitola la canzone che presenterai al Festival e di cosa parla?
Il titolo del mio brano e’ “Il linguaggio della resa”, e’ stato scritto da me e parla del linguaggio del silenzio che segue solitamente la fine di una storia ma anche una delusione qualsiasi. Ed e’ quel silenzio che a volte non ha voce e può dire molto più di mille parole. E’ quel silenzio che però, alla fine, arriva ad una rivincita, ad un riscatto e, come dice la canzone, ”la strada continua anche senza di lei” quindi bisogna andare sempre avanti.



