Archeologia; “Egitto mai visto. Le dimore eterne di Assiut e Gebelein”. Dal 21 febbraio a Reggio Calabria
REGGIO CALABRIA - Dopo aver fatto tappa a Trento nel Castello del Buonconsiglio, la mostra “Egitto mai visto. Le dimore eterne di Assiut e Gebelein” arriva a Reggio Calabria. Dal 21 febbraio al 20 giugno 2010 gli abitanti della città dello Stretto e i turisti di passaggio potranno ammirare la ricca esposizione ospitata nelle sale della Villa Genoese Zerbi.
Le dimore eterne di Assiut e Gebelein restituiscono le testimonianze di due siti della provincia egiziana in un’epoca in cui l’indebolimento del potere faraonico centrale lasciò spazio ad una sorta di “democratizzazione dell’aldilà” e ad espressioni artistiche di straordinaria originalità. La sepoltura non è più dunque una prerogativa esclusiva del faraone e della sua ristretta cerchia, ma un privilegio di molti.
La mostra presenta circa 400 reperti, tutti provenienti dai depositi del Museo Egizio di Torino e, per lo più, mai esposti al pubblico; ruota intorno ad uno straordinario nucleo di dodici sarcofagi a cassa in legno stuccato e dipinto con iscrizioni che tramandano formule d’offerta e rituali funerari magico-religiosi. In molti casi, grazie alla lettura dei geroglifici, è possibile svelare i nomi di uomini e donne appartenuti alla classe media, amministratori e piccoli proprietari terrieri, vissuti nel Medio Egitto intorno al 2.000 a.C.
I sarcofagi, alcuni dei quali contengono ancora la mummia, sono arricchiti da tutti gli elementi del corredo funerario che accompagnavano il defunto e, attraverso i quali, oggi possiamo ricostruire le loro storie e quelle delle loro famiglie: vasi, poggiatesta, specchi, sandali, bastoni, archi e frecce, cassette in legno, modellini di animali, barche con equipaggi, modelli di attività agricole e artigianali. Dall’osservazione di tutti questi materiali emerge la sorprendente capacità degli artigiani egiziani nella lavorazione del legno, che fece di Assiut uno dei centri in cui fu raggiunto il massimo livello di espressione artistica alla fine del Primo Periodo Intermedio (2200 a.C. - 2040 a.C.).
Per la prima volta sono esposte 40 pareti di sarcofago con geroglifici incisi e dipinti e 10 stele recentemente restaurate, che svelano i segreti della scrittura geroglifica e permettono di conoscere le credenze funerarie e le principali divinità del pantheon egizio. Di straordinaria fattura sono le statue in legno: alcune, di notevoli dimensioni benché frammentarie, riproducono il corpo del proprietario della tomba, altre mostrano i signori della città in posa elegante e composta, con un lungo bastone di appoggio e uno scettro come insegne del loro prestigio. Potenti “signori della guerra” di un’epoca di lotte feudali, come ci ricorda l’iscrizione del principe Khety I, incisa sulle pareti della sua tomba: “Ero uno forte con l’arco, potente con il braccio, molto temuto dai vicini”.
Il progetto scientifico è di Elvira D’Amicone e Massimiliana Pozzi Battaglia della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie. L’allestimento, progettato da Costantin Charalabopoulos e arricchito da una suggestiva ricostruzione della necropoli e da un interessante documentario etnografico sui siti, si sviluppa sui due piani della Villa Genoese Zerbi con una successione di ambienti di grande qualità espositiva.
La visita può avvalersi di un articolato progetto didattico, curato da Giovanna Gotti e Federica Scatena, che comprende un ampio apparato di testi in mostra, la possibilità di visite guidate e laboratori per le scuole e un servizio di audioguide per singoli visitatori. L’organizzazione è affidata a Civita con la collaborazione di STart.
“Egitto mai visto. Le dimore eterne di Assiut e Gebelein”
dal 21 febbraio al 20 giugno 2010
Villa Genoese Zerbi
Via Zaleuco, 16 - Reggio Calabria
info: 0965.331360



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