Teatro; all’Accento ‘Ciao, pesciolino’ di Stefano Mondini: sul palco la difficoltà di accettare la perdita
ROMA - Quattro donne e uno psicoterapeuta. Quattro donne e i rispettivi padri. Morti. E si sa che nella vita di una figlia la figura del padre ha un valore inestimabile, senza nulla togliere al ruolo della madre. In ‘Ciao, pesciolino‘ Stefano Mondini analizza la difficoltà di accettare un lutto da quattro ragazze che ricevono, inaspettatamente, proprio la visita della perdita che non riescono a metabolizzare.
Lo spettacolo è in scena fino al 14 febbraio al Teatro Accento. Per Chronica abbiamo rivolto qualche domanda all’autore e regista Stefano Mondini.
Che cos’hanno in comune le quattro protagoniste?
Solo il fatto che non riescono ad accettare la morte del padre. Fanno terapia di gruppo tutte insieme. Accadrà però un fatto straordinario: un giorno al posto del solito terapeuta ne arriverà un altro e tutte e quattro esclameranno ‘Papà’.
Sono sorelle?
No, no. Fanno terapia per risolvere lo stesso problema. Ma il ‘nuovo’ psicoterapeuta è un’entità che contiene le 4 anime dei loro padri, che si sono riuniti per convincerle a lasciarli andare.
Dunque è l’accettazione della perdita il filo conduttore dello spettacolo.
Esatto, in chiave ironica-poetica-drammatica data la tematica un po’ pesante: ho avvertito la necessità, per alleggerire, di ripiegare sulla commedia.
E l’origine del titolo ‘Ciao, pesciolino’?
Capita spesso che i padri diano un nomignolo alle proprie figlie. E il nomignolo di una delle protagoniste è proprio ‘pesciolino’.
Marta Altinier, Costanza Cruillas, Fabiana De Angelis e Sabrina Duranti interpreteranno le quattro donne in analisi, mentre il dottor Brown verrà portato in scena da Andrea Quartana.


