Il “Faber” universale: Fabrizio de André in mostra

Il “Faber” universale: Fabrizio de André in mostraROMA - Negli spazi dell’Ara Pacis un poeta si racconta: é Fabrizio de André (1940- 1999), voce narrante della mostra a lui dedicata. Dal 24 febbraio al 30 maggio 2010 il cantautore parla di sé, accompagnandoci attraverso i luoghi, i pensieri e le intuizioni che hanno popolato la sua immaginazione. L’esposizione si snoda attraverso un racconto virtuale, multimediale ed interattivo, reso tecnicamente possibile da Studio Azzurro, uno dei più importanti gruppi internazionali di videoarte. “La mostra non è un libro da leggersi in piedi“, avverte infatti il Sovrintendente ai Beni Culturali di Roma Umberto Broccoli, ma poco a poco, passo passo, per lasciarsi andare alle intense suggestioni di ognuno degli ambienti in cui è suddivisa.

Il percorso, abbandonato lo spazio luminoso dell’Ara Pacis, prosegue all’interno del museo in una serie di sale scure, verso il luogo intimo dell’anima.

 

Siamo all’interno della poetica dell’artista e la sensazione è quella di essere avvolti dalle sue parole. Sei gli schermi trasparenti su cui vengono proiettati altrettanti temi: Genova, l’amore, la guerra, la morte, l’anarchia, gli ultimi. Il nero è spezzato dai manoscritti di alcune canzoni, dalle fotografie e videointerviste, dalle stesure dei suoi brani e dagli appunti inediti del suo “Notturni“, disco purtroppo mai realizzato.

 

Nel secondo spazio si ha la possibilità di interagire con i pannelli multimediali per scegliere in quale modo il cantautore deve raccontare la propria produzione discografica, attivando proiezioni, interviste ai suoi collaboratori, apparizioni televisive e concerti.

 

Sorprende poi l’incontro con i personaggi delle sue storie (Miché, Nina, il matto, Geordie, Piero, Marinella, Bocca di rosa) rappresentati in forma di tarocchi virtuali in una sala dove èIl “Faber” universale: Fabrizio de André in mostra ricostruita la scenografia di Pepi Morgia, creata per la tournée de “Le nuvole“ed ispirata alle carte da gioco.

 

Fabrizio de André  ci fa entrare nel suo universo, lasciandoci la libertà di scoprirlo in modo unico, diverso da persona a persona, secondo le proprie curiosità, suggestioni e ricordi. Perché tutti hanno memoria di lui: persino chi è nato dopo la sua morte.

 

I curatori Vittorio Bo, Guido Harrari, Pepi Morgia e Vincenzo Mollica hanno agito sinergicamente, con particolare affetto, dedizione e “con passione”, aggiunge Mollica. Il critico del Tg1 osserva: “E’ come se Fabrizio fosse ancora in tournée. E’ un pezzo del suo spettacolo itinerante che continua … parte da Genova, fa tappa a Nuoro ed arriva a Roma ad una settimana dal suo 70° compleanno“.

 

Il percorso narrativo non si esaurisce nella mera celebrazione del poeta, ma si sublima nella ricerca di quel suo sguardo lucido e consapevole capace di poggiarsi ancora sul nostro quotidiano. Emerge la sua innata capacità di dire cose sempre attuali. Amante dell’astrologia, del mistico e del magico, “Faber” non si sottrae a quella legge che fa degli artisti i depositari del dono della preveggenza: se gli avessero chiesto oggi di spiegare il suo Paese, probabilmente avrebbe finito col raccontare l’Italia del futuro.

 

Azzeccata infine l’assonanza sottolineata da Umberto Croppi, Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma, con l’altro grande protagonista delle scene romane di questi giorni: il Caravaggio, in mostra alle Scuderie del Quirinale. Il grande pittore ha fatto nel mondo dell’arte quello che De André ha fatto con la musica, pescando dai bassifondi l’umanità che accomuna tutti noi, in qualsiasi parte del mondo ci troviamo, qualsiasi sia la nostra storia individuale, qualunque sia il nostro tempo.

 

Quando: dal 24 febbraio al 30 maggio 2010

 

Orari: da martedì  a domenica ore 9 - 19. Ingresso consentito fino alle ore 18

 

Biglietti: Intero € 9; Ridotto € 7