Libri: “Il simbolo perduto”, il nuovo successo di Dan Brown
ROMA - Dan Brown, autore del celeberrimo “Il codice da Vinci”, torna in libreria con “Il simbolo perduto”edito nella collana “Omnibus stranieri” della Mondadori. Sin da una prima occhiata, il testo appare subito accattivante: infatti, come in tutte le opere dello scrittore americano, è presente una storia intrigante composta da antichi tesori, leggende che si tramandano nel tempo e strane figure che minacciano di cambiare il naturale corso del progresso umano e scientifico, rivelando verità nascoste che si sono trasmesse all’interno di ristrette cerchie di potere.
Il protagonista, Robert Langdon, è la figura principale anche ne “Il codice da Vinci” e “Angeli e demoni”. Professore presso l’università di Harvard nonché esperto di simbologia, Langdon viene chiamato in causa, all’interno del racconto, per risolvere e decifrare enigmi dentro i quali si cela un antico potere racchiuso nella città di Washington. La vicenda si incentra sullo spasmodico sforzo di decifrare questi misteri, la cui soluzione porterà, peraltro, a tentare pure il salvataggio di un vecchio amico dell’insegnante, tenuto ostaggio da una losca figura.
Fa da sfondo al dipanarsi degli eventi la presenza della Cia, servizio segreto americano, intenta a preservare la sicurezza nazionale; questo anche perché il simbolo verso cui la ricerca è protesa inerisce con la Massoneria, l’ordine iniziatico che nel romanzo viene ritenuto essere il detentore di molte conoscenze su taluni poteri dell’uomo, che, se rivelati, porterebbero a forti sconvolgimenti di equilibri fondamentali per la società odierna.
Di sicuro, quest’ultima opera di Dan Brown è davvero molto avvincente; lo svolgersi degli eventi all’interno dell’avventura non è mai noioso, anzi, l’autore riesce ad accattivarsi l’attenzione del lettore grazie a numerosi colpi di scena. La forma stilistica del libro rende piacevole la lettura, per di più, l’utilizzo di una tecnica linguistica sempre scorrevole e incalzante, contribuisce a non distogliere mai gli occhi dalle pagine. Molto interessanti risultano tutti i riferimenti sulla cittadina americana di Washington descritta attraverso i vari capitoli. Inoltre, è rimarchevole l’intenzione di portare alla luce, naturalmente in chiave letteraria, quelli che sono taluni aspetti della Massoneria, evidenziando come troppo spesso quest’ultima venga percepita come setta segreta e lobby di potere, piuttosto che essere correttamente intesa come percorso di crescita spirituale e morale dell’individuo.
Nelle librerie si può trovare la versione in lingua originale dell’opera, in cui si riesce ad assaporare nella maniera più genuina e più diretta la scrittura di Dan Brown.
“Il simbolo perduto” è un buon romanzo, consigliato a tutti coloro che hanno trovato piacere nel leggere i precedenti lavori dell’autore statunitense, e a tutti coloro che amano l’avventura intrisa di richiami storici e leggendari.



