Un’ecologia ad arte: “Da Corot a Monet. La sinfonia della natura”

Un’ecologia ad arte: “Da Corot a Monet. La sinfonia della natura”ROMA - E’ dipinta la musica sulle tele impressioniste esposte dal 6 marzo al 29 giugno 2010 al complesso del Vittoriano nella mostra “Da Corot a Monet. La sinfonia della natura“. Gli elementi naturali si fondono nei quadri in un insieme organico come partiture di diversi strumenti in un concerto, restituendoci meravigliosi scorci di un paesaggio francese profondo e remoto.  Oltre 170 opere tra dipinti, opere su carta e fotografie d’epoca provenienti da prestigiosi musei di tutto il mondo tra cui The Art Institute di Chicago, The Metropolitan Museum of Art e il Musée Marmottan di Parigi.

Il percorso espositivo getta luce sul rapporto tra il paesaggio e l’uomo, analizzandolo attraverso il linguaggio artistico innovativo degli impressionisti.

 

Corot, Rousseau, Díaz de la Peňa, Dupré e Daubigny, della scuola di Barbizon, furono i primi, a partire dall’Ottocento, ad allontanarsi dalla riproduzione dei paesaggi Un’ecologia ad arte: “Da Corot a Monet. La sinfonia della natura”classici, statici e ben definiti per soffermarsi sugli effetti fuggevoli della luce e dell’atmosfera dati dalla pittura en plein air.

 

Non si tratta di una delle tante mostre sulla nota corrente pittorica del XIX secolo, ma di una rassegna di opere realizzata secondo un criterio di grande attualità: la tutela del patrimonio paesaggistico. “I primi avvisi della crisi ambientale odierna si manifestano fin dal tempo degli impressionisti. In quel periodo si è cominciato a parlare della responsabilità degli artisti di rappresentare, con una visione ecologica, la natura come un unicum“, sostiene Stephen F. Eisenman, curatore della mostra.

 

E’ il concetto impressionista di economia della natura, come evidenzia l’altro curatore John House, nato dalla nuova percezione del rapporto tra uomo e natura, legato alla modernità e all’industrializzazione e da cui nasce una visione olistica e “sinfonica” dove la realtà è il frutto dell’equilibrio e della reciprocità tra componenti umane e naturali tese a formare il Tutto.

La mostra si conclude con un’inaspettata inversione di tendenza da parte di Monet. Le quattro Ninfee, conservate all’Orangerie di Parigi, dipingono la rinuncia dell’artista alla modernità e il suo trovare conforto nel giardino della casa a Giverny. Qui in una solitaria contemplazione estetica avviene la totale fusione con la natura; qui la corrispondenza tra colori, forme dipinte e gli elementi osservati si dissolve. Qui ha inizio l’arte moderna.