Sophia Loren: “La mia vita è stata una favola”

Sophia Loren: “La mia vita è stata una favola”ROMA - “La mia vita è stata una favola che mai mi sarei aspettata“. Ad ammetterlo con commozione è stata oggi Sophia Loren, alla presentazione della fiction ‘La mia casa è piena di specchi‘, di cui è protagonista e in cui interpreta il ruolo di sua madre. Protagonista nel film più che della figlia stessa. Romilda Villani infatti è il motore della nascita e della carriera di una stella che a 76 anni non ha ancora perso il suo fascino e la sua luce. Da Pozzuoli, la donna che vincendo il concorso come sosia di Greta Garbo non potè andare in America a fare la controfigura perché i suoi le stracciarono il contratto non si arrese, e quello che sognava per se stessa lo riversò sulla figlia, Sofia Scicolone, che partendo da ‘Quo Vadis‘ e dai fotoromanzi col nome di Sofia Lazzaro prima e di Sofia Loren poi, è diventata l’icona del cinema che il mondo ci invidia.

C’ho messo molto tempo per dire sì a questo film. Avevo letto il libro di mia sorella (l’omonimo romanzo di Maria Scicolone da cui il film è liberamente tratto, n.d.r.) - ha proseguito l’attrice - mi è sembrato molto bello e pian piano è riuscita a convincermi.
L’idea di fare un omaggio a mia madre attraverso questo film mi è sembrata meravigliosa. Lei è stata sempre accanto a noi, durante la guerra, si è battuta per farci mangiare, per farc
Sophia Loren: “La mia vita è stata una favola”i trovare una strada nostra. Ho capito che bisognava fare qualcosa per lei“.
Interpretare la madre per l’attrice è stato persino motivo di perdita del sonno. “Sentivo molta responsabilità su di me, i primi due mesi in cui abbiamo girato il film mi sentivo in purgatorio, ho passato molte notti insonni. E’ stata dura per me, volevo rendere al 100% quello che mia madre esprimeva in certe situazioni“. Quello di cui è convinta, e che più volte ha sottolineato, è che non si tratta di una fiction. “Questa è una storia vera - ha detto - una storia di fame, di guerra, di elemosina. Mia madre per tutta la vita ha cercato di darci un nome e un aspetto che non aveva mai pensato di poterci dare“.

A confermarlo è l’autrice del libro, la sorella della Loren, Maria Scicolone, anche se rivela la diversa visione che avevano della madre. “Io e Sofia abbiamo vissuto nostra madre in modo diverso. Se non fosse stato per Sofia forse non avrei neanche potuto mangiare. Vivere di luce riflessa non mi ha mai dato fastidio, soprattutto pensando a quante ne abbiamo passate - ha spiegato la Scicolone - Sophia Loren: “La mia vita è stata una favola”mio padre non dandomi il suo cognome ha fatto sì che avessi tante difficoltà. Era uno scandalo per tutti, soprattutto a scuola. Ma poi finalmente a 38 anni mi sono laureata in lettere e per me è stato il successo più grande nella vita. Ma non dimentico la mia infanzia non vissuta, la solitudine che ho provato a 11 anni costretta a stare di nascosto in una pensione a Roma mentre mia sorella era fuori a Cinecittà con mia madre, la convinzione di poter convincere mio padre a darmi il cognome con la forza del mio amore. Io ho vissuto mia madre in modo molto diverso da Sofia, tante volte quando ero bambina mi diceva ‘Vedi Mariuccé, di notte questa casa diventa buia e quando io morirò tu resterai completamente sola‘. Io ho vissuto la mia infanzia con questi messaggi dispeanti, che Sofia non sentiva, perché era fuori a lavoro“.

E la Loren conferma la differente visione della madre, che ha provocato tante discussioni anche sul set. “Mia madre ha vissuto la sua vita sperando che un uomo potesse amarla e portarla all’altare. Ha trovato mio padre che non l’ha sposata e non ha riconosciuto Maria - ha detto l’attrice - da allora non è più stata una donna, era amareggiata. Ha fatto due figlie belle come il sole, ma è stata infelice e non ha mai più avuto fiducia in un uomo. Anche quando, dopo tanto tempo ha reincontrato mio padre, lei ha tentato di farci una famiglia come la intendeva lei, felice, ma da parte di mio padre ha sempre trovato uno scoglio: lei non ha fatto altro che pensare a quest’uomo in maniera meravigliosa, ma lui non è mai stato l’uomo della sua vita. Per me mia madre era una bambina sperduta che voleva assolutamente starci vicino“.

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