Cinema: Quando il corto fa passi da “Gigante”

Cinema: Quando il corto fa passi da “Gigante”ROMA - “Sud vuol dire sudare“. Inizia con queste parole “I giganti” ( 2007, durata 24′), cortometraggio del giovane regista Fabio Mollo, vincitore del ” Cinemaster”, iniziativa inserita nel più ampio progetto di “A noi piace corto” dello Studio Universal, canale del grande cinema americano distribuito sul Digitale Terrestre di Mediaset nell’offerta Premium Gallery.

Ha vinto, oltre al talento, il ritratto di un’Italia meridionale assolata, nuda, immediata e tragicamente complicata. Il regista ce la restituisce attraverso lo sguardo a tratti già disincantato di Paolo, adolescente calabrese di quindici anni, destinato a scontrarsi con le ombre della realtà dura e silenziosa in cui il potere e la violenza, la paura e l’omertà si insinuano senza possibilità di scampo.

“I giganti è frutto di un grande lavoro di squadra”, afferma Fabio Mollo ed è il prodotto della Divisione Produzione del Centro Sperimentale di Cinematografia, società diretta da Elisabetta Brescolini, nata per realizzare i lavori degli allievi diplomati all’Istituto. Il cortometraggio sarà visibile al grande pubblico lunedì 3 maggio alle 20,30 nel programma “A noi piace corto”, magazine di informazione sul mondo dei corti.

Marcello Foti, direttore generale CSC e membro della commissione,  sottolinea l’opportunità data a talenti come Fabio Mollo attraverso questa iniziativa, in cui lavorano in maniera sinergica Studio Universal e il Centro Sperimentale di Cinematografia. Nell’aggiungere quanto “la collaborazione tra pubblico e privato sia vincente”, Foti tocca il tasto dolente della penuria dei finanziamenti destinati alla cultura e all’Istituto, che a fatica riesce a mantenere fede alla sua mission di insegnamento, di ricerca e sperimentazione nel campo della cinematografia.

Cinema: Quando il corto fa passi da “Gigante”I talenti del cinema sono per Roberto Faenza, regista e presidente della commissione, “un popolo senza terra”. Censianimacorto, il primo censimento svolto in territorio nazionale sulla produzione audiovisiva italiana sommersa, lo descrive come un popolo spesso emarginato e dimenticato quando non riesce a farsi strada tra lo sterminato sottobosco delle varie rassegne e festival nazionali e regionali. “La colpa è della tv pubblica perché non dà spazio alla creatività cinematografica: privare gli spettatori di prodotti interessanti è un grave danno alla cultura di questo Paese”, continua il regista. In questo panorama desolato uno spiraglio di luce è rappresentato proprio dalle iniziative per la promozione di opere dei giovani del cinema italiano inserite nel progetto “A noi piace corto“, grazie al quale il nostro Fabio Mollo potrà specializzarsi ulteriormente presso gli Universal Studios di Hollywood in California, venendo a contatto con tutte le fasi e gli aspetti del processo del filmmaking.

Considerata la tendenza dei nostri migliori “cervelli” a fuggire oltreoceano, la speranza è quella di poter poi recuperare al cinema italiano un giovane così promettente e di talento.

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