“L’albero di Anne”da domani la mostra su Anna Frank alla Casa della Memoria e della Storia
ROMA - “Il nostro castagno è in piena fioritura dai rami più bassi alla cima, è carico di foglie e molto più bello dell’anno scorso“. Sono parole di Anne Frank, scritte il 13 maggio 1944, nell’alloggio segreto in cui è rimasta per due anni- dal 16 giugno 1942 al 4 agosto 1944 - al numero 263 di Prinsengracht di Amsterdam, per sfuggire alle persecuzioni dei nazisti assieme alla sua famiglia. Anne osservava dalla finestra della soffitta, come da una prigione, il cortile dov’era il grande albero che descriveva spesso nel suo diario e grazie al quale poteva avere un contatto con il mondo e con lo scorrere delle stagioni.Alla Casa della Memoria e della Storia (zona Trastevere-via della Lungara) di Roma dal 18 maggio al 15 giugno 2010 sono in mostra le splendide tavole a matita di Maurizio A. C. Quarello tratte dal libro di Irène Cohen-Janca L’albero di Anne, che illustrano questa terribile vicenda con grande delicatezza e poesia. L’iniziativa è organizzata dall’Istituzione Biblioteche di Roma e da orecchio acerbo editore e promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione Dipartimento Cultura - Servizio Spazi Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
A 65 anni dalla morte di Anne, la scrittrice narra la drammatica storia in modo nuovo, anzi, cambiando diametralmente ottica, è l’albero stesso che la racconta, insolito testimone, osservando dal cortile l’evoluzione dei fatti ed intrecciandoli alla propria vita. L’albero di Anne è stato presentato in occasione del Giorno della Memoria, il 27 gennaio di quest’anno, nella traduzione di Paolo Cesari dalla casa editrice di libri illustrati per bambini e ragazzi Orecchio acerbo. Le illustrazioni e le parole di Irène Cohen-Janca raccontano a bambini e ragazzi, ma non solo, la storia di Anne, trovando un modo giusto di parlare di un argomento altrimenti inesprimibile e rinnovando la memoria di Anne Frank e delle tante altre vittime della Shoah.
“Vedo che il mondo lentamente si trasforma in un deserto, sento sempre più forte il rombo che si avvicina, che ucciderà anche noi, sono partecipe del dolore di milioni di persone, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto tornerà a volgersi al bene, che anche questa durezza spietata finirà, e che nel mondo torneranno tranquillità e la pace“: forse è stato anche grazie a quell’albero che la giovane Anne ha potuto in quella situazione trovare questo pensiero di speranza ed oggi tocca proprio a quell’ippocastano il compito di raccontarne la storia.


