“Somewhere”, il nuovo film di Sofia Coppola, si aggiudica il Leone d’oro

somewhere, sofia coppolaROMA -  La sessantasettesima edizione del Festival del Cinema di Venezia ha visto trionfare “Somewhere”, ultima opera della regista Sofia Coppola. La trama del film scorre attorno alla vita di Johnny Marco, celebre attore hollywoodiano che passa la sua esistenza tra sesso, alcol e impegni cinematografici. Una vita, la sua, che è poi senza radici, come testimoniato dall’albergo Chateau Marmont, il rifugio in cui dimora il protagonista e che ha poco a che fare con il “calore” di una casa. Questa insipida routine viene però sconvolta dalla figlia undicenne Cleo che, per alcuni giorni, vive insieme al padre e lo segue nei suoi impegni di lavoro. Cleo lo porta a riflettere sulla sua condizione di individuo e sulla sua posizione nel mondo: questa figura diviene, per Johnny Marco, il grimaldello che scardina tutta la profonda insofferenza che era stata sepolta dai festini, dagli incontri occasionali e dai passatempi futili. Padre e figlia iniziano così a stare insieme, a parlare, a condividere momenti belli, a dare un senso al loro tempo. Lo spannung però avviene quando Cleo chiede a Johnny, che l’ha accompagnata ad un campo estivo, di non essere lasciata sola, di rimanere con lei. L’attore è così costretto a guardarsi veramente allo specchio e a riflettere su cosa egli sia veramente, su quale sia il significato della sua esistenza.

La maturità della ragazzina porta dunque l’adulto al cambiamento e a comprendere come in realtà i suoi giorni e la sua vita siano davvero vuoti. Pur avendo a disposizione tutto quello che la gente comune vorrebbe, il personaggio principale non può definirsi un uomo soddisfatto, a conferma che non è la ricchezza (o anche il “sesso facile”) a dare la felicità.

Il film è notevolmente lento e anche se questa caratteristica è tuttavia ricercata dalla Coppola, che così facendo vuole ritrarre tutto il vuoto e la solitudine di un individuo che vive in un mondo di apparenza, tuttavia in numerose parti del film la noia assale lo spettatore e demolisce l’interesse per una storia che, riguardo alla sua tematica, presenta alcuni spunti di riflessione. Ad esempio, la prima scena della pellicola, con la Ferrari nera di Johnny Marco che percorre ripetutamente lo stesso tracciato circolare, se inizialmente può risultare emblematica di come la vita del protagonista sia piena di cose insignificanti, in seguito diviene tediante.

Per quanto concerne la prestazione degli attori, tanto Stephen Dorff quanto Elle Fanning recitano senza particolare trasporto e forse anche è questa circostanza che spinge lo spettatore a distrarsi dalla vicenda. Particolarmente piacevole, invece, è la colonna sonora e soprattutto la canzone “Love like a sunset (part 2)” dei Phoenix, sottofondo ideale per il fotogramma finale.

Di sicuro, con un ritmo più veloce e con interpreti più incisivi, “Somewhere” sarebbe stato un film capace di mettere in risalto le grandi capacità di Sofia Coppola.