Merano Wine Festival: si apre con Bio&Dynamica, si fa il punto sulle produzioni biologiche, biodinamiche e naturali
MERANO - La città si risveglia e con il solito piglio, tra signore cariche di buste della spesa che lasciano il mercato e incrociano il flusso di passeggeri che esce ancora assonnato dalla Stazione. Oggi apre Merano Wine Festival, l’appuntamento forse più importante per questa deliziosa cittadina dell’Alto Adige. Sicuramente uno dei più significativi per l’Italia enoica. Come ogni anno l’apertura tocca a Bio&Dynamica, rassegna di aziende naturali, biologiche e biodinamiche. In degustazione per ogni azienda i migliori vini selezionati, con immutata passione e dedizione, da Merano Wine Festival e dal suo eclettico condottiero, Helmut Köcher. Tra conferme e novità cresce l’Italia Bio e ci sono tantissime etichette da provare assolutamente tra quelle in degustazione. Da nord a sud sono rappresentate la maggior parte delle regioni d’Italia, anche se, ci sentiamo per questo di dare una piccola tiratina d’orecchie, mancano, tra le altre, il “vicino di casa” Trentino, il grande Friuli e la Sardegna, isola felice per la viticoltura dove, in quanto a vini biodinamici e naturali, vi sono piccole e grandi aziende produttrici di vere perle enologiche.
Si parte con la Cantina di Caldaro e il suo “Solos” rosso da 100% Schiava, ottimo vino con un buon rapporto qualità prezzo - acquistabile entro i 12€ in enoteca - figlio del suo aspro, ma generoso territorio. Dal Piemonte arrivano due aziende specializzate in Barbaresco: Punset di Neive - davvero notevole - e la piccola, ma molto interessante Cascina San Lazzaro di Claudio Icardi della quale è presente anche un vino da tavola bianco uvaggio di Moscato e Cortese.
In rappresentanza del Veneto e delle bollicine più amate d’Italia c’è Perlage Wines, produttrice di un ottimo Prosecco con un bassissimo residuo zuccherino e anche in una versione senza solfiti aggiunti dal nome “Animae“. Son vini da provare assolutamente e, seppur difficili da trovare, si possono comprare a prezzi assolutamente competitivi (7-12€ presso una famosa catena di supermercati bio).

“Scendendo” incontriamo la Toscana le sue molte aziende espressioni dei tanti terroir di questa regione. Da Cupano, azienda di punta per il Brunello di Montalcino a Torre bianca, piccolo produttore di Chianti Classico “tradizionale”, da Sassotondo e il suo ciliegiolo in purezza che accarezza il palato, a Duemani con il suo Cabernet Franc “pisano” estremo tutta da degustare..assolutamente da non lasciare fuori l’uscio! Dallo stesso paesino di Duemani - Riparbella - arriva anche Caiarossa, giovanissima azienda biodinamica che illumina soprattutto con l’Oro di Caiarossa 2008, vendemmia tardiva di Petit Manseng in purezza. Solo 13 gradi alcolici e un residuo zuccherino di 95 g/l per un vino dolce stupefacente e del quale non sarete mai stufi. Solo 1000 bottiglie e un po’ caro sono gli unici difetti trovati.
Dall’Emilia arriva, invece, la “sorpresa” Le Barbaterre e un Lambrusco dell’Emilia IGT frizzante a fermentazione naturale che riconcilia col….Lambrusco! Notevole e da provare assolutamente anche il Sauvignon metodo classico. Originale.
Dal Lazio troviamo Marco Carpineti, più di un nome e un cognome, una garanzia di qualità e di vini bio semplici, ma splendido specchio di un terroir che ha in Marco uno dei suoi più importanti rappresentanti. Il Dithyrambus sorprende (e sparisce!) a ogni vendemmia mentre lo spumante Brut metodo classico 100% Bellone è degnissimo di nota e senz’altro una bellissima sfida.
Tra le altre da segnalare sempre l’inossidabile Chianti Classico di Fontodi, la Calabria nel Gaglioppo rosso e rosato di Roberto Ceraudo e il Nero d’Avola di Gulfi. Eccellenze vinicole di una terra che, da nord a sud, non finisce mai di stupire.
FOTO: DAVID WEHNERT (MERANO)



